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Autore: Ilune Willowleaf
Data di pubblicazione: ?
Genere: What if autoconclusiva
Personaggi principali: Lina, Amelia, Zelgadiss, Gourry ed altri...
Trama e premessa: Questa ff è un po (molto) triste,
e seria, malgrado il titolo possa far pensare a qualcosa tipo presa in
giro. Se vi sconvolge non poco lidea di una Lina ormai adulta e
con non solo dei figli, ma anche dei nipoti, allora non leggetelo. Ma
a me piace un sacco, scrivere storie incentrate sui ricordi e sui racconti
ai bambini! Beh, se avete ancora voglia di leggerla, andate avanti
e preparate i fazzoletti!
Fan art allegate: No-
Cera un gran prato, vicino al piccolo bosco che,
inviolato da mezzo secolo, cresceva rigoglioso a qualche decina di chilometri
da Saillune. Veniva chiamato Il bosco della Principessa dormiente,
quella piccola selva intricata, e si diceva che chiunque osasse entrarvi,
si ritrovava immediatamente fuori, per quanti sforzi facesse per entrarvi.
Malgrado fosse fitto, e selvaggio, non verano bestie feroci, e il
vasto prato che lo circondava era meta di scampagnate della gente dei
paesi vicini.
Quella mattina, una famigliola arrivò su un piccolo carro, trainato
da un cavallo. E cera davvero bisogno di un carro, per portare il
cestino della merenda della famiglia: abbastanza provviste
per sfamare una trentina di persone per una settimana!
Un uomo piuttosto maturo, i cui lunghi capelli avevano ceduto quasi completamente
il biondo al bianco, aiutò a scendere una distinta signora dai
capelli rossi come la fiamma, striati qui e la da cicche nivee. Una ragazza
bionda scese portando in braccio un bimbo piccolo, aiutato da quello che
doveva essere il marito. Un giovane uomo dai capelli corti e rossi, intanto,
tirava già la moglie e due bimbe di forse quattro e cinque anni,
mentre un paio di ragazzini più grandi saltavano giù e cominciavano
a rincorrersi sul prato.
Le due donne più giovani apparecchiarono su una coperta sullerba,
poi chiamarono i bambini, e tutti quanti si misero a pranzare, incuranti
delle occhiate sgomente di altre persone giunte a fare un pic-nic, a cui
non pareva possibile che persino quei bimbi riuscissero a mangiare quantità
di cibo sufficienti a sfamare un villaggio intero!
Dopo pranzo, troppo satolli per iniziare subito a giocare, i bambini,
stesi allombra di una tenda leggera montata dai padri, chiesero
a gran voce alla nonna di raccontare una storia, visto che lei ne sapeva
di incredibili.
-Va bene, che storia volete sentire?-
-Una damore!- esclamò subito una delle due bimbe, alzando
le braccia entusiasta.
-Si, si, una storia damore!- rincarò laltra.
-No, una di demoni!- protestò il maschietto più piccolo.
-Va bene, vi racconterò una storia in cui ci sono sia i demoni,
che lamore. È la storia di questo bosco, e del perché
è chiamato Bosco della principessa dormiente.-
-EVVIVA!!!- gridarono allunisono le bambine e i ragazzini.
-Tanto tempo fa, viveva, in una zona molto lontana da qui,
uno spadaccino molto forte e in gamba; era anche un mago, e usava la magia
bianca e quella shamanica. Era molto forte, ma voleva esserlo di più.
Così, chiese a un mago-monaco molto potente di aiutarlo, e questi
lo accontentò
trasformandolo in una chimera, per un terzo
golem, per un terzo demone blu, e per un terzo essere umano. Naturalmente,
lo shamano non ne fu contento, ma il mago-monaco non conosceva alcun modo
per farlo tornare normale, così, lo shamano partì, esplorando
il mondo, alla ricerca di un metodo per tornare umano. -
-Ma era proprio così brutto, nonnina?- chiese la bimba più
piccola.
-No, affatto, anzi. Aveva ancora i suoi bei lineamenti, solo, aveva la
pelle dura come la roccia, azzurra, e con delle placche più scure
in rilievo. Dunque, dicevo, partì per il mondo, e conobbe delle
persone che non facevano caso al suo aspetto, che avevano imparato a giudicarlo
per quello che era dentro, e non per quello che appariva. Tra queste,
cera anche una giovane principessa, che girava il mondo per portare
la pace e la giustizia, facendo uso della magia bianca. Era molto bella,
e anche molto buona e dolce. Lei seppe vedere più di tutti oltre
la maschera dimperturbabilità e freddezza che la chimera
sera eretto intorno, e malgrado egli avesse un aspetto per il quale
molte ragazze lo avrebbero respinto, lei non lo fece mai, anzi. La loro
amicizia crebbe e sapprofondì, nei combattimenti erano sempre
spalla a spalla, castando gli stessi incantesimi e proteggendosi a vicenda.
Non se nerano resi conto, forse, ma si amavano molto. Ma lei era
troppo timida, per dichiararsi apertamente a lui, sebbene cercasse in
ogni modo di farglielo capire, sembrava che lui la ignorasse. In realtà,
ormai era chiaro come il sole, anche lui lamava, lamava tantissimo,
tanto da rischiare spesso e volentieri la sua vita, per lei. Ma riteneva
che, col suo aspetto mostruoso, o almeno tale lui si giudicava, non avesse
il diritto di amare qualcuno, così, temendo di rendere infelice
la principessa, tentava di apparire freddo e distaccato. Non si rendeva
conto che era proprio quel suo tentativo di negare i reciproci sentimenti
che faceva soffrire la principessa.
Tra le persone che saltuariamente serano unite al gruppo di amici
della chimera e della principessa, cera anche un demone, chiamato
Tricker Priest. Allapparenza poteva sembrare un cretino, o uno stupido,
oppure un simpatico bonaccione. Ma in realtà, era uno dei più
perfidi e crudeli demoni esistenti. Ricordatevi di questo, bambini: i
demoni più pericolosi sono quelli capaci di prendere sembianze
umane, e più appaiono innocenti e simpatici, più, in genere,
sono pericolosi. Hellmaster Phibrizio, il più grande e potente
dei Dark Lords, assumeva spesso e volentieri le sembianze di un bambino
della vostra età
-
Leggeri fischi ed esclamazione di stupore dei quattro bambini.
-Questo demone aveva seguito, per motivi di lavoro, il gruppetto,
e lo spadaccino shamano non laveva mai potuto sopportare. Forse
fu proprio per quello, che scelse lo shamano per il suo atroce scherzo.
-
-Uno scherzo?-
-Si. Uno scherzo terribile. Dovete sapere che il Tricker Priest non aveva
sottoposti, malgrado fosse un demone potente. Ma un giorno, gli venne
una splendida idea: avrebbe trasformato in demone uno dei
suoi vecchi amici, e il loro odio sarebbe stato per lui una
vera leccornia. I demoni si nutrono dei sentimenti negativi delle persone,
come lodio, la rabbia, la paura e lira. Così, i demone
andò nel regno della principessa, e la prese prigioniera. -
-Voleva trasformare lei in un demone?!?- chiese il ragazzino più
grande.
-No, lei era troppo buona, e sebbene gli avesse giocato un paio di brutti
tiri, in passato, bersagliandolo apposta di buoni sentimenti per indebolirlo,
a lui non interessava. Non tanto quanto gli interessava lo shamano. Il
fatto che fosse un giovane intelligente, abile tanto con la magia quanto
con la spada, e già in parte demone lo stuzzicava ancora di più.
Il ragazzo si trovava proprio nel castello della principessa, in visita,
assieme ad altri amici, e quando il demone rapì la ragazza, lui
si precipitò a sfidarlo. Il demone portò sé stesso,
la ragazza e lo shamano in una valle lontana dal castello. Poi, fece una
proposta agghiacciante allo shamano: o lui accettava di divenire un demone,
sottoposto al Tricker Priest, o la principessa sarebbe morta tra atroci
sofferenze, sotto tortura. Malgrado la ragazza continuasse a gridare allo
shamano di non preoccuparsi per lei, di fuggire, di chiamare i loro amici,
lui non scappò, e parlò al demone. -
-Cosa accadde, nonna?-
-Si, mamma, cosa accade? Non ricordo di averti mai sentito raccontare
questa storia. - la ragazza bionda, che teneva in braccio il suo ultimo
nato, era seduta accanto alle due bambine, sue figlie, e ascoltava il
racconto della madre. Il padre, invece, si era addormentato sotto il sole,
russando della grossa. La donna si voltò, buttando un panno sulla
testa del marito, affinché non prendesse uninsolazione.
-Lo shamano accettò. Accettò di diventare un demone, per
la salvezza della donna che amava. Il Tricker Priest rinchiuse la principessa
in una gabbia, per evitare che scappasse mentre trasformava lo shamano
in un demone. Durante la trasformazione, la principessa piangeva, supplicando
lamato di smetterla, di non farsi trasformare in demone. Ma ormai,
era fatto. Il demone aveva trasformato in un suo simile la chimera. Poi,
fece sparire la gabbia, e la principessa corse dallamato, ormai
non più umano. Ma non giunse mai. -
-Perché? Cosa successe?- chiese uno dei due ragazzini.
-Il Tricker Priest la colpì con uno strale denergia. Avevi
detto che non lavresti uccisa! Avevi dato la tua parola! gridò
lo shamano. Io ho solo detto che non lavrei uccisa con le
torture, non che lavrei lasciata vivere! replicò serafico
il demone E ora, tu sei il mio subordinato. Andiamo
disse. Ma lo shamano non si muoveva dal corpo sanguinante della principessa;
Va bene, voglio essere gentile: ti lascio libero di stare con lei
finché non tira le cuoia. Ma dopo, verrò a prenderti.
Gli disse, gustando il dolore che coglieva nei pensieri del neo-demone.
Scomparve, lasciandolo con la principessa morente. Ma lo shamano, usando
tutto quel poco di magia shamanica e bianca che gli era rimasta, la portò
in questo boschetto, e prima che potesse morire, la chiuse in un feretro
di cristallo, che la sigillasse per leternità, così
potente che solo il Dio Drago Cephied, di cui aveva invocato per lultima
volta i poteri, potesse aprirlo. In quel momento, giunsero infine i suoi
amici, che avevano assistito impotenti, al castello, al rapimento della
principessa e al sequestro dello shamano. Lui raccontò loro tutto,
prima di farsi inglobare anchegli nel cristallo magico che aveva
creato per lamata principessa.
Grande fu la rabbia dei suoi amici, che giurarono atroce vendetta al demone,
colpevole di aver tradito la fiducia di tutti loro, e di aver ucciso linnocente
ragazza. - la donna sinterruppe.
-Poi cosa successe, nonna?- chiese il ragazzino più grande.
-Beh, nel piccolo gruppo di amici della principessa e dello shamano cera
una maga eccezionale, capace di usare la magia nera come mai essere umano
era riuscito a fare, capace persino di invocare i grandi poteri di Lord
of Nightmares. Braccarono il demone e, dopo molti mesi, riuscirono a prenderlo
in trappola. Chiamando i grandi poteri di L.o.N., la maga castò
un incantesimo talmente potente da distruggere il Tricker Priest, vendicando
così i due amici e la lo tragica fine. -
-La storia finisce così?-
-Si. -
-Ma non cè lieto fine?-
-No, tesoro. Questa storia non ha lieto fine. Non ha lieto fine perché
è una storia vera, e la verità spesso è dolorosa.
- la donna si alzò dalla coperta e, messasi un cappello di paglia
in testa, uscì dallombra offerta dalla tenda di lino.
-Mamma, dove vai?- chiese il giovane uomo dai capelli rossi.
-A fare un giro. Non temete, non mi perderò. So ancora difendermi
da sola!- rispose sorridendo. I figli annuirono, sapendo che la madre
era una maga piuttosto in gamba, per letà più vicina
ai sessanta che ai cinquanta.
Camminando lentamente, immersa nei suoi pensieri, la maga
che un tempo era conosciuta come Terrore dei ladri, Lina Inverse, attraversò
il prato, e aggirò per una parte il bosco, fino a trovarsi fuori
della vista dei figli e dei nipoti. Con un ultimo sguardo a Gourry, che
ancora dormiva beatamente sotto il caldo sole di maggio, Lina entrò
nel bosco. Solo lei, Gourry e Philia, che erano allinterno quando
era stata gettata da Zelgadiss la speciale barriera magica, potevano entrarvi
e uscirvi senza perdersi, o trovarsi col bosco alle spalle. Camminando
per il sottobosco, colse alcune viole che spuntavano dove sporadici raggi
di sole sinsinuavano tra le chiome degli alberi, aggiungendole agli
altri fiori che aveva colto nel prato, margherite, bottonoro, non-ti-scordar-di-me,
piccoli gigli selvatici. Quando arrivò al centro del boschetto,
ne aveva un bel mazzo, in mano.
Si avvicinò al grande cristallo che troneggiava al centro di una
radura, illuminata dal sole. In più di quaranta anni, nulla era
cambiato. Pareva essere successo solo un attimo prima, quando Zelgadiss
sera fatto avvolgere dallo stesso cristallo che inglobava già
Amelia, con, nelle orecchie, le ultime parole di lei. Ti amo, Zelgadiss.
Piangeva, lui, sempre così freddo e distaccato, piangeva come un
bambino, maledicendosi e dandosi dello stupido, quando lo avevano finalmente
trovato, Amelia ormai già inglobata nel cristallo, e lui, che la
reggeva tra le braccia, con amore, rinchiuso nello stesso cristallo fino
al petto. Aveva raccontato loro cosera successo, li aveva pregati
di vendicarli e, se possibile, di non dimenticarli. Poi aveva chiesto
loro di andar via, e gli avevano detto addio.
-Zel
ti abbiamo vendicato, lo sai, amico mio?- disse piano Lina,
sfiorando la lucida superficie del cristallo magico con la mano, dopo
aver deposto alla base i fiori raccolti. Ogni volta che veniva lì,
da quaranta, lunghi anni, ripeteva quelle parole. Vide degli altri fiori,
abbastanza freschi, delle campanule lilla che crescevano tanto bene nel
giardino di Philia, e che ad Amelia piacevano tanto. Quello che forse
nessunaltro oltre a Lina aveva capito, era che alla principessa
quei fiori piacevano tanto perché avevano lo stesso colore dei
capelli di Zelgadiss.
Sotto il liscio cristallo, la principessa riposava, in uno stato di morte
apparente, tra le braccia dellamato, con unespressione serena,
in volto.
-Dormi, principessa, dormi tra le braccia delluomo che ami. Noi
non vi dimenticheremo mai
- disse Lina, prima di allontanarsi dalla
radura, per tornare nel prato, alla sua famiglia -Non vi dimenticheremo
mai
-
THE END
Che dite? Triste? Lo so! Mi sono messa a piangere mentre
la scrivevo! Cribbio, sono troppo emotiva! Sigh! Sobh!
OK (PRRRRRR
soffiata di naso che ricorda il suono di un trombone),
ho fatto fuori un altro pacchetto di fazzoletti
prima di finire
tutta la scorta di fazzoletti che ho in casa passo a scrivere un capitolo
di unaltra ff decisamente più allegra (PRRRRRRR PRRR PRRRRRR
).
Ombra e acque fresche
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