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sixty-second Chapter
-Clarifications at the Vrabazard's palace-

Anche questo capitolo è un pochino lungo ^^; ma come al solito divago su Zen e Nakiri, questo rapporto mi attira molto e quindi propendo piu che altro (almeno in questo periodo ) sullo scrivere di loro. Spero che i fan (se ne esistono) di Feyha e gli altri, non me ne vogliano, ma il costringermi a scrivere di loro quando invece voglio parlare d'altro, non farebbe altro che compromettere il tipo di scrittura della ff (che come sappiamo già non è alto) . Spero il capitolo vi piaccia.

-Sei arrabbiata con me Luna-chan?...-
Chiese l'elfo. Era appoggiato alla spalla sinistra della ragazza, sdraiato sul fianco destro, come soleva dormire.
Luna se ne stava supina con le braccia incrociate dietro la testa
-Arrabbiata?-
Luna s'era appena svegliata , prodigandosi in uno dei suoi sbadigli apocalittici. Feyha voleva parlarle sin dalla sera precedente, ma appena la ragazza aveva toccato il cuscino con la testa era caduta in un sonno che somigliava piu ad un coma profondo...
-E perchè mai?-
Chiese la ragazza
L'elfo si accoccolò meglio sulla spalla dell'amica, leggermente più sollevato dalla risposta.
-mbhè...per Mickha-san....-
-oh santo LON.....-
Disse la ragazza ricordandosi ora come aveva trovato i due quando era entrata in stanza la sera precedente.....ossia abbracciati mentre si baciavano...
mugolò contrariata al pensiero
in effetti la cameriera più famosa di Zephilia s'era particolarmente affezionata all'elfo ed era molto protettiva nei suoi confronti. Era sempre stata restia al legarsi alle persone, era stata scottata dall'essere cavaliere di Chepied e quindi dal detenere un'immortalità che non le permetteva di legarsi a nessun'altro essere umano come lei... Con Feyha era diverso, molto diverso. Feyha era cavaliere e ....mbhè...non poteva certo perdere il suo frammento di Chepied.... Quindi, fino a che qualcuno non lo faceva fuori....
-'rabbiata?....-
Disse l'elfo alzando leggermente il capo e guardandola con i suoi grandi occhi verdi.
-uhmmm...no..-
Feyha sorrise e si riaccoccolò sulla spalla di Luna
-Però sta attento...-
-uh? a che?-
-a Mickhayll no? è un demone, quindi non è molto remota la possibilità che in realtà cerchi di usarti per avere qualcosa in cambio...-
-Perchè devi subito pensare male di lui?-
-Che domande...te l'ho detto, è un demone-
-uhm...no, è che tu pensi sempre male delle persone che mi si avvicinano troppo....-
borbottò Feyha
-uoh! senti, a me non me ne importa un fico secco, se poi però ti frega sono cacchi tuoi! okkey?-
-Non t'arrabbiare Luna-chan....Comunque tratti abbastanza male anche Tears-san....-
-Che diamine! ci credo! ti ricordi che ha combinato!??! ti stava per ammazzare sui kataart, se non ci avesse pensato Philia saresti morto!-
-Ma...lui ha fatto il suo dovere....-
Luna gesticolò un po, forse cercando le parole per esprimere un concetto così logico a lei ma che all'elfo non voleva proprio entrare in testa
-Come cavolo fai a perdonare e pensare bene di tutti!? Eppoi ho sempre trattato male Tears, l'ho sempre trattato come merita!-
Feyha sorrise
-Oh lo so ^^;...-
-Avanti, è ora d'alzarsi, sono quasi le otto...-
Disse Luna tirandosi seduta nel letto
Feyha scivolò silenzioso nel suo lato del letto e si stiracchiò, stropicciandosi un'occhio.

-TEARS!!-
Claris si guardò in giro, a destra e sinistra nella sua stanza e quella di Tears...A metà del letto matrimoniale c'era ancora una palizzata provissoria fatta di libri, gambe di tavolini, che ora giacevano nella stanza semiditrutti, e altro materiale di recupero e che lei stessa la sera precedente aveva utilizzato per innalzare un muro che la dividesse da quella specie di maniaco.....
Era rientrata nella stanza dopo che non lo aveva trovato al piano di sotto, a fare colazione
-Dove diavolo s'è cacciato ora quell'idiota!?-
Disse a se stessa sempre parlando ad alta voce
-Al cesso-
Rispose una voce proveniente dalla porta del bagno
*gocciolone*
Rumore d'acqua e poi Tears fece capolino dalla porta del bagno, mentre s'allacciava ancora i pantaloni
-Tu non caghi mai?-
Claris aveva parecchi capelli fuori posto
sbrokkò
-Che diavolo! non si è mai visto un personaggio di una fan fiction che vada al bagno!!-
-Tutti stitici?-
Chiese distrattamente mentre rientrava in bagno per lavarsi le mani
-è...è....oh diavolo, è inamissibile!-
-E se ti viene lo stimolo mentre stai combattendo? te la fai addosso?-
Disse mentre si asciugava le mani e lanciava dietro di se a caso l'asciugamano
Claris aveva parecchie vene pulsanti su entrambe le tempie
-Muoviti, idiota....Dobbiamo ripartire...-
Disse trattenendosi

Midel se ne stava come suo solito seduto in un'angolo della sala del trono, mentre Nakiri studiava alcune cartine seduta sul suo trono. Il piccolo goblin o quelchediavoloera quando era giorno... stava schizzando un disegno su un quaderno con un carboncino.
Nakiri alzò lo sguardo dalle sue carte, si tolse gli occhiali da vista e si massaggiò il setto nasale, dove gli occhiali toccavano la pelle.
Fissò il vuoto davanti a se.
-Midel?-
-si?-
-Chiamami Zen-
Disse poco convinto...almeno non come al suo solito quando dettava ordini. Midel si alzò, saltando giu dalla sedia su cui era, e la fissò qualche istante, poi si avviò alla porta della sala
-Ah...-
Midel si voltò guardando Nakiri, aveva ancora la mano sinistra tesa, nell'atto di fermarlo. Fissava ancora il vuoto.
-Lo chiamo?...-
Chiese di nuovo Midel vedendolo titubante
-.......si, si chiamalo.-
Midel si strinse nelle spalle ed uscì, ma era strano vedere Nakiri poco sicuro di quello che stava dicendo o facendo...
Appena Midel chiuse la porta, Nakiri s'alzò dal trono e camminò sino alla finestra piombata alla sua destra.
Fissò il panorama.
Troppo luminoso, era mattina inoltrata ormai. Tirò la pesante tenda di velluto color porpora. Gli aveva sempre dato fastidio il sole e la luce diretta.
Continuò a fissare il panorama da uno spiraglio della tenda.... Gli occhi erano fissi sulle dune ma il pensiero e la sua attenzione erano altrove.

-non ho voglia di vederla!!-
Midel se ne stava sulla porta, in piedi, mentre fissava Zen fumare come un turco mentre compieva il quindicesimo giro in circolo nella sua stanza da letto.
-Ma lei ha chiesto di te Zen..ahem...e non è un bene farla aspettare, anzi, già non mi capacito di come la scenata di stamattina sia finita solo con un paio di sguardi e lei che se ne va tranquilla .....almeno in apparenza...-
-Scusa ma perchè dovrei stare ancora ai suoi ordini!??! so cosa vuole da me, non potrà mai ottenerlo e ora come ora anche se ci fosse un modo per dargli quel potere, non lo farei! -
Zen si fermò di botto di camminare
-Anzi! mi chiedo perchè sono ancora qui!!-
-perchè ti sei affezionato a lei....-
Disse Midel sorridendo
-PALLE!-
-Ora sei solo arrabbiato perchè credevi che quello che s'era instaurato aveva un fondo sentimentale.....ed invece hai appreso che è solo d'interesse....-
Zen lanciò fuori dalla finestra il mozzicone della sigaretta che stava fumando e subito se ne accese un'altra ricominciando un'altro giro in circolo nella stanza.
-...te lo hanno sempre detto che tutto quello che faceva era per interesse, non hai mai voluto dare loro ascolto perchè credevi che per te fosse diverso ed ora ti sei scontrato con la realtà...questo ti brucia....-
Midel rialzò lo sguardo dal pavimento per guardare Zen e vide che ora questo lo stava osservando
-E' quello che è capitato a te.....vero?-
Midel guardò di lato
-...era diverso....io me ne sono accorto molto dopo...-
-io ho tempo per rimediare, Midel. -
Disse Zen fissandolo
-E' stato un piacere conoscerti, ma io non rimango un'attimo di più in questo castello...-
Midel lo fissò
-Ti troverà ovunque tu andrai.....-
Rimasero in silenzio a fissarsi
-Vedremo...-
-Zen...uscito di qui non potrai più tornare indietro....-
Zen strinse il pugno destro
Scomparve

Nakiri poggiò la fronte sui vetri multicolori della finestra piombata. Dolci e sinuosi i suoi lunghi capelli biondi ricaddero a ciocche intorno al viso.
La mano sinistra contorse le sue dita intorno al pesante velluto porpora.
-e così....te ne sei andato...-
Mormorò nel silenzio dell'immensa sala.

-IO SONO UN CAVALIERE DI CHEPIED! CRIBBIO!! E LEI NON MI HA DETTO NULLA!! PERCHE'!?!??!?!-
Vrabazard non si scompose minimamente ne alla notizia ne al tono con cui Zen glie l'aveva data, ossia urlata a squarciagola e condita da un sooro pugno sulla sua scrivania
-strano...-
-E' QUELLO CHE DICO IO!! CHE DIAVOLO! UN CAVALIERE DI CHEPIED! IO!!!!!!-
-....dico, strano che Nakiri abbia deciso di dirtelo....-
Disse il Dio alzandosi dalla poltrona e mettendosi ad osservare il panorama dalla finestra dietro la sua scrivania.
*gocciolone*
-non è contemplato che l'abbia scoperto da solo eh...?-
Disse Zen grattandosi la testa
-Perchè rivelarlo......?-
Chiese il Dio come se stesse parlando con se stesso
Zen si mise a braccia incrociate, fissando il Dio con fare incavolato...Assomigliava parecchio a Tears.... quand'era di buon umore...
Il Dio si voltò e lo fissò
-Secondo te perchè te lo ha detto?...poteva benissimo continuare a cercare di circuirti per ottenere il frammento, non trovi?-
-Eh...boh, non lo so, non ho avuto tempo per domandarmelo..diciamo che ero un pochino impegnato a digerire la notizia...-
-O a sbollire la rabbia quando ti sei reso conto di essere stato trattato come oggetto..tutti te lo avevano detto ma tu credevi di essere diverso agli occhi di Nakiri.....-
-Che palle!! me le hanno già dette ste cose! e non è vero!!!-
il Dio sorrise appena
-Ancora però non capisco il comportamento di Nakiri...non è da lei comportarsi in questo modo....-
Zen incrociò le braccia dietro la testa
-mbhè, era incavolata nera, l'ho sfidata ad ammazzarmi ma lei non ha reagito, sembrava un cane legato a cui tirano una bastonata.... Poi ha sbrokkato e ha vuotato il sacco....-
Il Dio rise e si voltò di nuovo verso Zen
-Samirien, tu non conosci ancora bene Nakiri, sentimenti come rabbia ed ira, sa tenerli celati magistralmente. Non avrebbe certo ceduto solo per una cosa del genere, mandando inoltre a monte un piano del simile..-
-E allora non lo so!-
Disse secco Zen
-tu sai ora che cosa fare? tornerai la?-
-ma neanche per sogno! ne ho piene le scatole di quella pazza psicolabile! non lo so dove andrò, boh....non m'importa...prima devo ancora abituarmi all'idea di essere un cavaliere..-
-Se vuoi puoi stare qui....-
Zen inclinò leggermente il capo
-uhm...mbhè....magari un paio di giorni ci sto volentieri...grazie per l'ospitalità ^^-
Il Dio sorrise
-Una vestale ti scorterà al tuo appartamento-
Disse il Dio facendo cenno a Zen di uscire pure ad aspettarla
Zen s'incamminò verso la porta, poi si voltò
-Approposito di cavalieri di Chepied..... che cosa fa esattamente un cavaliere?-
*gocciolone del Dio*

Nakiri si alzò tranquillamente dal suo trono. Midel fece un leggero passo indietro senza accorgersene. Dopo aver dato quella notizia a Nakiri era meglio mantenere una certa distanza...
Ma l'elfo non ce l'aveva con lui, semplicemente camminò tranquillo sino ad un mobile appoggiato ad una delle pareti della sala, aprì un cassetto e si appose al braccio sinistro il bracciale magico che soleva portare in guerra...
-N...Naki...che vuoi fare?-
-Andare a riprendermelo-
-Ma mica è tuo.....-
Nakiri si voltò verso Midel
-Ha stretto un patto con me, quindi se io decido che lui non si deve muovere da questo castello, non lo deve fare-
-ma -
-Non ci sono ma-
-...dico...se non volesse tornare indietro...?-
Nakiri sorrise perfido
-Lo farà, stanne certo...-
L'elfo scomparve
Midel sospirò nella sala vuota
-Mi chiedo se la sua cocciutaggine sia più forte o meno del suo attaccamento alla vita. -

-interessante...-
Vrabazard se ne stava seduto alla poltrona del suo studio, fissando Nakiri in piedi di fronte a lui.
Il Dio se ne stava con i gomiti poggiati sul pianale della scrivania ed il mento poggiato sui dorsi delle mani intrecciate.
Nakiri ostentava calma ma il suo viso era teso, sapeva che Zen era li , ne era sicuro. E ora Vrabazard stava giocando con lui....Aveva parte del coltello dalla parte del manico, ora che tutto il suo piano stava vacillando pericolosamente.
-E come fai ad essere certa che lui sia venuto qui?-
Un sopracciglio dell'elfo guizzò sull'uso del femminile da parte del Dio
-Ho i miei metodi. Lui è qui ed è legato a me da un patto. Deve tornare al mio castello. -
-E se non volesse...che cosa gli farai, Nakiri?-
-lo ucciderò-
ll Dio rimase silente. Sapeva che Nakiri lo avrebbe riportato indietro con le buone o con le cattive, ma non si aspettava che fosse così diretto con lui...Nessun giro di parole. La sua semplice volontà, la verità. Lo avrebbe ucciso.
-in questo caso non posso aiutarti-
Disse il Dio dopo qualche istante, alzandosi dalla poltrona.
-Lo troverò, se lui è qui lo troverò-
-Lo so. Ma , questo è sempre il mio palazzo, non posso permettere che tu semini terrore tra le mura della mia magione-
-Nessuno ci andrà di mezzo, nessun danno a persone o cose.-
-tranne che a lui, vero?-
-Questo è irrilevante-
il Dio sospirò
irrilevante.....
-Ti chiedo di andartene-
Nakiri rimase immobile
-Ora puoi andare, Nakiri-
L'elfo strinse pugni e denti.
il Dio lo fissò
-Stai contravvenendo ad un mio ordine?...-
-Fammici almeno parlare!-
-non sei tipo da discutere, sopratutto in questo momento, vuoi soltanto trovarti a faccia a faccia con lui-
Silenzio
-Ora ...vai.-
Disse irremovibile il Dio
Nakiri si voltò di scatto, attraversò la porta e la chiuse dietro di se, sbattendola.
Il Dio sospirò
Nakiri camminò veloce per i corridoi del palazzo....E non si stava dirigendo all'uscita..

Zen se ne stava con le braccia incrociate dietro la nuca e una sigaretta in bocca , mentre camminava per un corridoio a caso del palazzo di Vrabazard. La vestale, dopo che lo aveva accompagnato ai suoi appartamenti, se ne era andata ed ora lui, uscito per fare un giretto, s'era perso nel dedalo di corridoi tutti uguali di quel posto. Marmo bianco....statue di angeli e draghi...rune draghesche......tutto molto simile di corridoio in corridoio.
Sbuffò
Almeno il camminare gli dava tempo per pensare...
Nakiri si voltò di scatto, fermandosi di camminare di colpo. Da un corridoio appena sorpassato sbucò Zen, che, senza saperlo, si diresse nella direzione opposta a quella alla quale Nakiri stava andando, ripercorrendo la sua strada al contrario e, sempre senza saperlo, dirigendosi all'uscita del palazzo.. L'elfo rimase immobile senza fiatare, osservandolo di spalle allontanarsi per il corridoio.
Quando tra di lui e il semidemone vi furono almeno venti metri di distanza, ricominciò a camminare, silenzioso come solo lui sapeva fare.
Il corridoio era deserto.
Zen sbuffò, sempre perso in pensieri suoi, e si guardò l'avambraccio destro. il bracciale che Nakiri gli aveva dato...

si stava appuntando sul braccio sinistro un bracciale simile a quello che Zen aveva preso dal suo armadio.
-Capo? quello è il gemello del mio?-
Nakiri alzò lo sguardo a Zen
-Uh..?..ah si, quello è il destro....-

il giorno della battaglia sui Kataart gli tornò in mente, quel potere distruttivo lanciato con facilità da Nakiri, tramite quel braciale gemello.

-serve per lanciare il sigillo contro i dark lord....-

Una cosa così potente, una cosa così importante, l'aveva regalata a lui...

-M'insegna ad usarlo?-
Nakiri l'osservò silente per qualche secondo, poi accennò un no col capo e riprese a racattare oggetti magici e carte
-No-
-perchè?-
-é pericoloso-

Nakiri che si preoccupava per lui....?
...quel sorriso sui Kataart...

-Non mi devono vedere...così..nessuno...non devono...sapere che...-
La vista si annebbiò, la sua stessa voce divenne ovattata
-...non devono.....sapere che... sono svenuta...-

La fiducia che gli aveva riposto quel giorno...

-hai deciso...? Stai tranquillo, non ti ucciderò, se vuoi sei libero di andare.-

Il libero arbitrio che non una sola volta gli aveva concesso, nonostante il patto che aveva fatto quando l'aveva conosciuto

-Ma io non voglio andarmene-

La sua stessa voce nei suoi ricordi...
E di nuovo quel sorriso nei suoi pensieri, il sorriso sincero di gratitudine
Si fermò di camminare, fissando ancora l'avambraccio destro e il suo bracciale
-per caso hai qualche dubbio sulle tue scelte?-
-io.....-
Zen si voltò di scatto terrorizzato da quella voce, che ora non era nei suoi pensieri, ma alle sue spalle
E il sorriso che vide in quell'attimo non fu quello di gratitudine che aveva appena ricordato....
Poi un dolore improvviso, non identificabile in una precisa parte del corpo, un lampo di buio, la sua vista aveva ceduto momentaneamente, nemmeno una frazione di secondo e la vista tornò e con se il dolore generale, ma più ovattato.
Barcollò un paio di passi indietro, tenendosi la testa con la mano sinistra, strinse gli occhi , la mano destra era sull'elsa della spada.
Quando guardò avanti, Nakiri era di fronte a lui, sorridente.
Non riuscì a capire che sorriso fosse, fu questo ad impedirgli di attaccarlo....non sapeva cosa si doveva aspettare..perchè non lo aveva già attaccato di nuovo approfittando dello smarrimento del primo attacco?
Cos'era?
compatimento?....
Non era il suo solito sorriso sadico
era.....una mamma ...che scovava il proprio figlio fuori di casa ad un'orario proibito
Nakiri sospirò
-Avanti...torniamo al castello-
Zen si rimise in posizione eretta. Lo fissò.
-no.-
Nakiri fissò per qualche attimo il soffitto del corridoio
-Avanti, ti ci porterò con le buone o con le cattive....ti conviene accettare....Sei stato tu a voler rimanere, ed ora voglio che tu tenga fede ai patti-
-è inutile. Non tornerò al castello. Come lei ha detto, capo, molte volte non tengo fede ai patti che stringo, lo sapeva già quando mi aveva assunto. Il suo comportamento nei miei confronti mi ha spinto ad andarmene, e trovo più che giusta la mia scelta-
-Hai perso il rispetto per me?-
una semplice domanda
Zen scosse il capo leggermente, spaesato dalla questione postagli. ricompose i propri pensieri fissando il marmo bianco del pavimento
-i...io..no. Ma...negli ultimi tempi stavo al suo servizio per un'altro motivo...-
Alzò lo sguardo all'elfo
-...mi sono affezionato a lei, capo.-
Silenzio
-E allora torna indietro-
Zen sbrokkò
-NO! io non sono un cagnolino che siccome è affezionato al suo padrone torna a casa! se il padrone prende a calci il cane, pure questo avrà dei dubbi se tornare o no indietro!! non le pare?!?!??-
*STUNK!!!!!!!*
Zen cadde all'indietro preso in pieno da un pugno
-SMETTILA DI CIANCIARE IDIOTA!! CHI MAI T'HA TOCCATO!??! QUESTO E' IL PRIMO PUGNO CHE TI TIRO E NON MI DIRE CHE NON TE LO SEI MERITATO!!!!-
*GOCCIOLONE GIGANTE*
Zen rimase per terra massaggiandosi la mascella
-CREDI CHE T'ABBIA DETTO TUTTO QUELLO CHE AVEVO IN MENTE SOLO PER HOBBY?!?!??! E' PERCHE' HO RINUNCIATO A PRENDERE QUELLO CHE MI SERVE!!!!-
Zen rimase bloccato dov'era a fissarlo
Nakiri stringeva i pugni
-Sei contento!???-
-ha ...rinunciato al frammento...?-
Nakiri sospirò, un sospiro scocciato
-Questo non ha importanza!! la cosa importante ora è bloccare quel gruppo di pseudosalvatori della terra! QUINDI ALZATI DA QUEL PAVIMENTO E CORRI ALL'HELLMASTER MANOR PERCHE' IL PROSSIMO CHE TI TIRO NON E' CERTO UN PUGNO!-
Fu in quel momento che Nakiri si accorse che qualcuno li stava osservando
Davanti a se, qualche decina di metri dietro Zendaru, il Dio dei draghi di fuoco, circondato da quattro guardie, lo fissava, silente.
Zen s'accorse dello sguardo di Nakiri che lo oltrepassava, fissando alle sue spalle. Si voltò.
il Dio parlò
-Vuoi tornare da lei, Zendaru?-
Di nuovo quella domanda
Di nuovo quella risposta?
Zen guardò Nakiri.
Questo si voltò di lato, eludendo il suo sguardo
-Non avrai più capacità di andartene, se non a fine missione-
Disse l'elfo
-Ha rinunciato al suo progetto capo?-
-Si.-
-E' la verità?-
-...devi fidarti di me se vuoi tornare a miei ordini-
-ma perchè ha deciso così?-
-ho già fatto quest'errore secoli fa, ripeterlo sarebbe da stupidi. -
Zen sospirò. si alzò da terra e poi s'inginocchiò davanti a Nakiri.
Gli prese la mano destra, sempre celata sotto il mantello e a quel gesto l'elfo scattò guardandolo con sorpresa
Zen gli baciò il dorso della mano guantata
Il Dio abbassò il capo sorridendo, poi si voltò e scomparve camminando per il corridoio, le guardie lo seguirono.
-Vi rispetto, vi ammiro e le voglio bene capo. -
Zen alzò lo sguardo all'elfo, che lo fissava a sua volta
-Ha una carattere tremendamente forte, un'autorità che schiaccia chiunque si metta sul suo cammino, è forte e deciso, ma nonostante le voci che vI portate dietro, ciò che ha detto è vero, al momento con me non si è mai davvero comportato male. Mi sono sentito usato, e questo mi ha fatto arrabbiare, sono impulsivo, non riflessivo come lei e ho reagito d'istinto, andandomene. Spero vogliate perdonarmi-
-Alzati-
Disse semplicemente secco, Nakiri, togliendo la mano destra da quella di Zen
Zen si alzò, sorrise.
Insieme scomparvero.


In allegato al capitolo di oggi abbiamo anche un bellissimo Cameo di Xelloss, lo scrittore di Petrified Eyes. ^___^ Graaaazie Xel-chan
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*Scrittore* Su gentilissima concessione dell'autrice mi permetto di scrivere un pezzetto per Darknes... una idiozia fuori trama... si insomma...DOVEVO farlo... so che non è nel mio stile... ma sono abbastanza preoccupato per mio fratello..sapete com'è...

Una carrozza lanciata a grande velocità divorava le dune del deserto. Le ruote giravano, i cavalli erano al galoppo... ma la carrozza non sfiorava nemmeno la sabbia resa pallida da una timida luna, ci scivolava invece sopra con naturalezza.
In lontananza l'Hellmaster Manor.
All'interno della carrozza, da una tendina, un paio di occhiali scintillarono, poi le tendine si richiusero.
Il cocchiere era una figura incappucciata in una tunica oscura.

Le volute, le curve e le brusche rotture della residenza di Fibrizio adornavano il deserto, e risplendevano di quel tanto che bastava per non essere di troppo.
La carrozza si fermò di fronte al cancello dell'entrata. Ancora le tendine si aprirono. Poco dopo anche il cancello.
Il mezzo si fermò nuovamente di fronte al portico d'ingresso.
Messo piede a terra, un fulmine a ciel sereno illuminò a giorno la figura di Lord Dante Reznor. Un lungo cappotto nero svolazzò allo spostamento d'aria, il cilindrò proiettò una strana ombra, mentre i suoi lineamenti apparivano e svanivano nell'oscurità, insieme agli occhiali.
Si voltò. La carrozza era di nuovo in cenere.
<< Ho scelto il giorno sbagliato per ricominciare con le entrate ad effetto...>> Sussurrò, prima di avviarsi.
Del cocchiere non v'era più traccia.

Sopra, nelle sue stanze, Nakiri Shelv di Ashyal aveva osservato tutto con un sorriso dipinto sulle labbra... era il suo solito sorriso folle con sguardo al vetriolo... ma negli occhi si leggeva anche qualcos'altro... il piacere... per una visita?
All'interno le stanze oscure si succedevano con cadenza quasi regolare... arrivato nell'anticamera che dava alle stanze di Nakiri, Dante si fermò.
<< Lord Reznor...>> Salutò Ledim con un cenno del capo. Era celato nell'oscurità... anche se era chiaramente nella sua forma originale.
<< Salve Sir Ledim Taniel... la trovo in forma... dopotutto>>
<< Lei è molto gentile...>>
<< La gentilezza è una dolce ipocrisia. La mia era sincerità.>>
<< Humpf...>> Sbuffò Ledim sorridendo. << Già... bella frase.>> Detto questo se ne andò.

La sua mano fu sulla manglia... ma questa girò e la porta si aprì da sola.
All'interno Nakiri.
<< Ciao Dante... è passato tanto tempo...>> Salutò lui.
<< Ciao Nakiri... chi non muore si rivede...>>
<< Fin troppo vero... Ledim avrà quello che merita per essere venuto a salutarti...>>
Dante richiuse la porta.

Zendaru era seduto su uno sgabello al buio di fronte ad un cavalletto a tirare qualche linea vaga su una tela.
Claris dormiva sul letto.
Ad un certo punto i suoi occhi guizzarono verso la porta. Era aperta ed al centro sostava la figura ammantata della carrozza.
<< Toc toc.>> Disse la figura.
<< Chi è?>> Sussurrò Zendaru.
In una frazione di secondo la sua spada gli comparve in mano e guizzò contro la figura.
Per tutta risposta il tizio incappucciato si spostò di quel tanto che bastava per sfruttare l'affondo di Zendaru per fargli lo sgambetto.
Zen andò lungo a terra con un enorme gocciolone sul capo. << Ok la mia figura di merda giornaliera l'ho fatta...>> * anche se questo non mi pare il "tocco della Narratrice"...*
*Scrittore* ehm ...appunto... ciao Zen ^^
Claris si svegliò alzandosi seduta...
<< Ma che diavolo...>> disse, ma la figura alzò nella sua direzione una mano e lei crollò di nuovo addormentata.
La spada trapassò la tunica che si afflosciò sull'arma.
Poi Zendaru finalmente lo vide.
<< Xellos!!?? Oh Merda!>>
La prima cosa che gli passò in mente fu di puntargli contro il bracciale che emise uno strano gemito.
Allora Xellos si avventò su di lui poggiando una mano sull'arma che fischiò e fumò.
<< Maledizione sta' fermo!>> Sussurrò il demone dai capelli viola mentre ritraeva la mano ferita. << O andrà tutto a monte!>>
Zendaru fissò interdetto per qualche altro istante Xellos.
<< Vedi di darti una calmata, sono Xellos ma non "questo Xellos..." sono l'altro Xellos...cioè il vero Xellos... cioè insomma... tuo Fratello!>>
Zendaru lo fissò con fare inquisitorio...dopodichè sorrise amabile.. << Ah beh certo ora è tutto più chiaro!>> Disse mentre sulla testa gli si piantava una grossa freccia lampeggiante con sopra scritto " non ha capto una sega".
Xellos scosse la testa.

<< Scacco.>> Disse Nakiri portando un alfiere alla destra dello schieramento di Dante.
<< Humpf... speravo ti fossi un po' arruginita dopo tutto questo tempo...>>
Nakiri lo guardò male...più che altro per l'uso del femminile...
Allora Dante mosse, interponendo un cavallo e nello stesso tempo portando un attacco di scoperta con una torre.
<< Regina.>> Sorrise.
Lo sguardo di Nakiri tornò il solito.
<< Anche io ci speravo...>>
Dante portò alle labbra il suo Curvosier. Dopo poco Nakiri lo seguì. Su un tavolino più basso la bottiglia di Cognac campeggiava mezza vuota.
<< Beh? Sei qui per giocare a scacchi oppure vuoi farti due chiacchere?>> Disse dopo lunghi minuti Nakiri.
<< Un po l'uno uno un po' l'altro... >> rispose lui portando lo sguardo su una finestra.
La poca luce faceva risaltare un cravattino rosso su una camicia ricamata dal colletto corto.
Fu lui a riprendere la parola.
<< Come vanno qua le cose?>>
<< Non troppo bene... ma forse meglio di quanto potessi immaginare...>>
<< Capisco... ho letto Darkness...>>
Nakiri lo guardò nella penombra.
<< Tu invece?>>
<< Oh beh... dopo un quattromila anni di sonno ho deciso di fare un'altra passeggiata per il mondo dei vivi...>>
<< Lo so. Ho letto Petrified Eyes...>>
Stavolta fu Dante a sorridere.
<< Peccato per l'ultimo giochetto che ti ha tirato Gaul...>>
<< Già... un vero peccato...>>
<< La Galveila rimane lontana...>>
<< Meno di quanto si possa immaginare...>>
<< Se lo dici tu...>>
Nakiri si sistemò sulla sedia. Davanti ai due un tavolino di cristallo con incisa sopra una scacchiera, pochi pezzi sopra, molti a lato.

Xellos scrollò la mano indolenzita... << Sono peggio di quanto ricordassi quei bracciali...>>
Zendaru si agitò, << cioè fammi capire... non sei lo Xel che sta viaggiando adesso col ghiacciolo, i froci, la melensa, la sclerotica e lo stronzo.
<< Ehm ... no... cioè si...>>

*Zendaru* un momento Scrittore, che casino hai combinato! Se Tears sta da loro allora dovrebbe esserci anche Clars... perchè invece l'hai messa qua nella stanza?
*Scrittore* e che cavolo ne so! Ci stava bene! Tanto non parlerà nel pezzo!
*Zendaru* Si ma così non ci capisco una mazza io! Già mi fai piombare quel coso a casa senza preavviso!!!
*Xellos* ..co...coso??

<< Insomma Zen non cercare di spiegarti perchè sono qua... focalizzati sul fatto che sono io.>>
Zendaru si grattò la testa, per poi sedersi a gambe incrociate sullo sgabbello tipo trespolo.
<< Ok non capisco bene ma ti seguo... cosa vuoi da me?>>
<< Ma come... sono millenni che non ci vediamo e pensi subito che ci sia un motivo se sono qua?>>
<< Beh...si.>>
<< In effetti c'è.>> Xellos sorrise, mostrando i suoi occhi d'ametista.
Zendaru si sistemò meglio sullo sgabbello...come se improvvisamente quella posa fosse diventata scomoda.
<< Allora?>>
Xellos si avvicinò.
<< Voglio sapere cosa hai in quella testaccia bacata...>>
<< Co...come?>>
<< Hai capito bene... se avessi saputo che volevi farti amazzare da Nakiri non avrei rischiato tutto per salvarti da Dynast e ti avrei lasciato a morire solo come un cane.>>
<< Un momento io non voglio farmi ammazzare da nessuno!!>>
Xellos lo guardò stancamente. << Ne sei così sicuro?>>
<< Ehm...beh...ecco... hehehehe>>
<< Ti stai comportando da perfetto idiota...>>
Slenzio...
<< Cioè ...questo è perfettamente normale... ma ora ti stai comportando da idiota senza forza di volontà e con tendenze suicida.>>
<< Beh... non sarebbe poi una morte così brutta... cioè...Nakiri visto così sembra un uomo... però...si insomma... non hai idea di cosa possa essere...quando non lo è...>>
Sul capo di Xellos comparve un gocciolone.
<< Si certo... interessante punto di vista. >> Era sarcastico.

Dante rideva di gusto... sempre senza perdere il suo contegno...
<< Già... mi ricordo ancora la faccia che fece Vrabazard quel giorno... è uno dei ricordi che conservo con più piacere...>>
<< Perchè invece ti ricordi di quella volta che Gaul piombò da me per non so quale casino che avevi combinato, ed era sicuro che tu stessi da me??>>
<< Beh aveva ragione... ero nascosto nell'armadio...>>
<< Già è vero! nell'armadio!>> Ribattè Nakiri ricordando meglio i dettagli, anche lui sorrideva in maniera strana... quasi spontanea.
<< Alla fine se n'è andato lanciando minacce di genocidio contro tutta la stirpe degli elfi...>>
<< Si si... come dimenticarlo.>>

<< Insomma... ti ammazzerò prima io di lei se continui così. Senza contare che prima potrei decidere di aprirti un altro ricamo sul viso...>>
Zendaru trasalì. Xellos era serio, e sorridente.
<< Un momento! Lo sgaro in faccia glie l'ho fatto io!>> Intervenne scorbutico come al solito Tears... colto nel vivo...come se qualcuno volesse togliergli il merito della sua gloriosa impresa.
<< Sparisci Tears...>> Tagliò corto Zendaru... mentre il ragazzo, comparso da chissà dove se ne andava via borbottando con le mani in tasca.

* Tears* Scrttore? Come ho fatto a comparire qua?
* Scrttore * Deve esistere un come?
* Tears* no...sai com'è...con la tua trovata geniale ora mi trovo a centinaia di chilometri dal gruppo e se vedono che non sto la sono cazzi acidi...
* Scrittore* beh... i poteri ce li hai no? Teletrasportati... ^^
* Tears* Figlio d'un cane..

Zendaru stava ancora riflettendo sulle parole di Xellos quando improvvisamente il demone si voltò.
<< Ora devo andare. Ripensa a quello che ti ho detto. Non scherzavo.>>
Zendaru fece per parlargli... dire qualcosa... ma Xellos svanì prima.
Se ne stette un po' in slenzio... poi si voltò scrollando le spalle e riprese a tracciare linee... quasi nervose.
Dopo un po' spezzò la matita.
<< Xel...>>

Dante uscì dall'Hellmaster Manor.
Fuori dalla porta incontrò di nuovo la figura incappucciata.
<< Se ne sarà accorto?>> Disse la figura.
<< Credo di si... ma ha voluto lasciar correre...>>
<< Beh ad ogni modo grazie per l'aiuto.>>
<< Non ringraziarmi... era un po' che volevo fargli visita... e probabilmente anche lui è stato contento...>>
I due svanirono fra le dune.



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