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sixty-seventh Chapter
-Dreams Part I-


Per il capitolo seguente, ringrazio Nightmare (Na-chan) per il bellissimo cameo scritto in un momento di iluminazione.
Na-chan ha colto perfettamente i comportamenti e gli avvenimenti accaduti tra Nakiri e Ledim trecento anni fa , descrivendoli magistralmente.
Le parti in corsivo sono state scritte da lei.

Quando morfeo lo accolse tra le sue braccia , sprofondò in un sonno nero: buio e vuoto
freddo....
Poco a poco dal nulla, dal silenzio oppressivo di quella notte, qualcosa affiorò
Dapprima grida
umane e non
poi, forte e deciso, l'odore del sangue.....

...L'aria era irrespirabile, quasi soffocante. Era fumo o polvere quello che gli oscurava la vista?
Il sudore mischiato alla terra aveva reso insopportabile anche il solo pensiero di stringere ancora la mano attorno all'elsa della propria spada.
La resa poteva attendere, non era ancora tempo di gettarsi sfinito sulla roccia e aspettare insonne la prossima alba; quell'innaturale crepuscolo, mischiato al bagliore dei fuochi sembrava non voler desistere, lottava incessantemente con la notte, quasi metafora della battaglia che si consumava sotto di esso.
Trattenne il respiro, cercando di individuare una qualche minaccia attorno a sé, poteva sentirli strisciare terrorizzati; mischiati alle ombre leggere mentre scivolavano come vipere verso di lui. I suoi occhi screziati di verde intenso, socchiusi quasi in un ultimo gesto di pietà, fu l'ultima cosa che videro prima che il loro sangue oscuro si mischiasse al terreno.
Non era arrivato il momento di riposare. Come se la lama fosse parte del proprio corpo lasciò che la sua spada lo guidasse attraverso le file nemiche fino allo stremo delle proprie forze; il familiare suono dei corni lo colse all'improvviso.
Quel richiamo limpido che squarciava l'aria elettrica, superando le grida a le imprecazioni arrivò, ormai insperato, alle sue orecchie. Osservò i soldati che lentamente si radunavano, nessun grido di vittoria, non una parola, solo muti sussurri, rumore di passi che, a fatica si trascinavano, neanche più la forza per un leggero incantesimo di luce che li guidasse lungo il cammino.
Un bagliore richiamò la sua attenzione, non troppo lontano, proveniente da uno degli accampamenti che sino a quella mattina, avevano costituito le file demoniache.
Mezzi demoni, esseri che mantenevano dei loro creatori solo la natura bestiale, certi della fine della battaglia, si erano gettati su ciò che ne restava. Qualcuno combatteva ancora in mezzo a loro: una luce dorata fievole, quasi opaca, sembrava non averne abbastanza.
Non c'era traccia di magia nello spettacolo che si presentò ai suoi occhi, quasi quelle creature non fossero degne di una tale fine, solo fredde precise ferite avevano trapassato il corpo dei cadaveri, come si trattasse di un crudele, ricercato, esercizio di stile.
"Adesso basta Nakiri." mormorò con il fiato corto.
La fonte della luce, poco lontano da lui, si voltò nella usa direzione; quella luce dello stesso colore del l'oro che solo un cavaliere di Chepied era capace di emanare. Un sorriso di sprezzo si disegno sul volto della donna prima di infliggere l'ultimo, di una serie di colpi mortali, alla vittima riversa ai suoi piedi.
" E' una guerra, non un massacro" si avvicinò a lei mentre il suo sguardo abbracciava i resti del campo.
"Taniel, la tua pietà è del tutto fuori luogo" ribatté lei mentre passava una mano sulla parte insanguinata della propria lancia. "Dopotutto, non sono neanche degni di essere chiamati demoni." enfatizzò la frase piantando la propria arma nel petto di un essere agonizzante.
"Anche noi non siamo altro che animali dopotutto" non avrebbe avuto lei l'ultima parola, non questa volta.
Si limitò a passargli accanto, voltandosi ad ammirare la sconfinata piana disseminata di cadaveri che si stendeva di fronte a loro. Ledim sapeva quanto lei fosse potente, la sua aura, in battaglia, brillava sopra le altre; quella luce dorata così pura, sola bastava a terrorizzare le file del nemico: in molti l'avevano seguita sul campo di battaglia e anche lui, seppur con reticenza, aveva fatto lo stesso.
Dopotutto, sapeva sin dall'inizio quale sarebbe stata la sua decisione in caso di guerra.
Rinfoderò la propria spada e la seguì verso il campo.
"Presto, molto presto conquisteremo la vittoria" mormorò lei " e nessun altra stirpe divina, oltre a quella dei draghi, camminerà su questa terra".
"E lo spettacolo che hai davanti lo chiami vittoria?" domandò lui tra i denti. Si chiese se avesse mai incontrato un altro essere vivente in cui i confini di luce e oscurità apparissero così netti, come potesse questa sua apparente purezza contrastare con un'anima così corrotta.
Non era possibile: dentro di lei, in profondità, doveva ancora mantenere una qualche scintilla di speranza fluttuante in tutto quel vuoto.

Ledim si voltò nel sonno, parlottò qualcosa,disturbato dai suoi stessi ricordi, ma il sogno proseguì senza che lui potesse far nulla ad evitarlo...

"Non siamo arrivati sin qui per desistere!" Nakiri sbatté il palmo della mano contro la superficie liscia di marmo. "Ormai hanno terra bruciata attorno, vedrete che capitoleranno!" la decisione che si leggeva nei suoi occhi non lasciava spazio ad alcuna replica.
Vrabazard sorrise soddisfatto dall'alto del proprio trono. Gli altri sovrani , attorno a lui, mormoravano scrutando il consiglio dei cavalieri che sedeva attorno ad un lungo tavolo.
"La Wolf Pack Island si è rivelata una roccaforte più tenace del previsto." commentò uno dei cavalieri più anziani.
"Nakiri ha ragione: cadranno, non hanno alcuna via d'uscita" sottolineò un giovane poco lontano.
"Questo non è un buon motivo per mandare il nostro contingente all'attacco completamente privo di risorse." notò stizzita Luna Inverse alzandosi in piedi a fronteggiare Nakiri.
"I nostri eserciti sono allo stremo!" continuò. "Se non la ritenessi una mossa del tutto irragionevole, io per prima mi schiererei dalla vostra parte!"
"Oh, andiamo siamo tutti fin troppo coscienti che i vostri rapporti con la Beastmaster superavano di gran lunga le semplice diplomazia, Cavaliere Inverse. Io ritengo che questa vostra debolezza abbia troppa influenza sulle odierne decisioni, non pretenderete che il consiglio vi appoggi in questo frangente!" Nakiri sfoderò un sorriso di vittoria mentre un leggero brusio si alzava nella sala.
Un colpo di tosse da parte dei sovrani riportò l'ordine.
"Cosa vorreste insinuare?" sibilò Luna di rimando.
"Non ho bisogno di futili insinuazioni io. Sto solo analizzando la situazione." scostò un ciuffo di capelli biondi dalla fronte e riprese comodamente il suo posto a sedere.

"Tu che ne pensi?" sussurrò un giovane elfo alla sua destra.
Ledim smise di giocherellare con i lacci del proprio mantello preso completamente alla sprovvista. Doveva essersi distratto parecchi minuti prima, era una fortuna che non si fosse addormentato nel bel mezzo della discussione. Scrutò il volto sicuro di Nakiri: era certa della propria superiorità. Si passò nervosamente una mano attorno al colletto della propria casacca quasi a prendere fiato poi, lentamente, si alzò.
"Non possiamo sottovalutare le forze della Beastmaster come abbiamo fatto sinora. I suoi eserciti agiscono in modo del tutto irrazionale, non siamo capaci di prevedere le loro mosse; si aggirano come lupi selvatici nel loro territorio e abbiamo perso fin troppi draghi mandandoli allo sbaraglio in quelle lande a noi sconosciute. E' pur sempre un Dark Lord, ma le sue forze sono state di molto indebolite, il suo potere si è nettamente ridimensionato; con il tempo, potrebbe decidersi alla resa" tamburellò le dita sul piano per qualche secondo, aspettando una qualche reazione al suo intervento. Inverse gli rivolse un sorriso d'assenso.
"In realtà, sappiamo tutti quale sia il reale problema" un cavaliere dalla parte opposta del tavolo si alzò prendendo la parola." Siamo a parità di forze, ma non possiamo sconfiggere Zelas Metallium affrontandola come gli altri Dark Lord. Non sinché è affiancata dal suo priest!"
"Nessuno è capace di affrontare Xellos Metallium da solo e non possiamo sconfiggere Zelas se non con la maggior parte delle forze rimastaci." sussurrò piano qualcuno.
Seguirono infiniti attimi, durante i quali il consiglio sembrò come oppresso da qualcosa. Sul viso dei cavalieri più giovani, coloro che non erano ancora presenti durante la prima Grande Guerra, si poteva leggere l'orrore della battaglia; su quello dei più anziani regnava stanchezza e rassegnazione. Molti seggi erano vuoti, anni o secoli sarebbero passati prima che qualcuno tornasse ad occupare quei posti.
Ledim scrutò sottecchi Nakiri, la vide voltarsi impercettibilmente nella sua direzione e sorridere, quello stesso sorriso che aveva visto innumerevoli volte sul campo di battaglia.
Un leggero fruscio del mantello riportò tutti gli occhi su di lei, ancora una volta fronteggiava apertamente il consiglio. "Lasciate che sia io ad occuparmi di Xellos Metallium, ho ancora parecchi draghi nelle mie file e i miei uomini non chiedono di meglio che tornare sul campo di battaglia. Se non riuscirò a sconfiggerlo, almeno riuscirò ad indebolirlo e trattenerlo quanto basta perché il resto delle nostre forze si occupi del suo master."
Un'impresa disperata: ma nessuno osò replicare.
"Vuoi morire?" la domanda riecheggiò nella penombra dei corridoi stuccati ormai deserti.
"La tua arroganza non basterà a salvarti stavolta." la voce era spezzata, suonava come un'ultima, disperata, preghiera.
"Avrò questa vittoria Ledim" rispose sicura lei.
"Sì, ma a quale prezzo?" le sue ultime parole furono un sussurro..
Per un attimo, lei apparve come turbata, quasi vulnerabile; un'ombra passò sul suo viso incrinando, per qualche secondo, la sua maschera. Ledim trattenne il fiato, quasi credesse di poter fermare il tempo in quell'istante perfetto; poi, così com'era arrivato, improvvisamente passò. Nakiri gli voltò le spalle, le labbra socchiuse quasi a voler trovare una muta risposta a quell'ultima provocazione, infine si allontanò lentamente, sola, con i suoi pensieri.

L'ultima alba, l'ultimo sole che bruciava sulla sua pelle, l'ultimo tramonto che infuocava lontano. Grida confuse provenienti dalle tende lontane: le ultime preghiere prima di cedere ad un disperato silenzio. L'erba era cresciuta tra le rovine di un antico tempio, le colonne scolpite restavano come monito silenzioso dello scorrere incessante del tempo. Osservò rapita la pietra tingersi di rosa mentre le unghie le ferivano il palmo delle mani.
Sino a dove sarebbe riuscita a spingersi senza che la sua sicurezza vacillasse? Prima che la follia prendesse il sopravvento sulla razionalità?
Non aveva tempo per lasciare spazio al rimorso.
Passi leggeri, confusi con la brezza, giunsero ovattati alle sue orecchie. Non sarebbe dovuta andarlo a cercare: era lì, così vicino, con il suo sguardo limpido fermo dentro i suoi occhi. Non c'era traccia di odio nelle sue iridi scure, eppure, perché si sentiva minacciata da esse?
"Rinuncia" sussurrò mentre le si avvicinava.
Voltò lo sguardo verso il sole per poi abbassarlo sul terreno di fronte a loro "Non posso".
Ledim poteva sentire il suo respiro, poteva cogliere la debolezza nella sua voce. Sospirò prima di allungare una mano verso la sua guancia. Lei sentì il palmo ruvido, bruciato dal sole sulla sua pelle, ma, con sorpresa, fu una sensazione di piacevole sicurezza quella che l'avvolse.
"Lo so" ammise lui, poi le prese il volto tra le mani e la costrinse a fissarlo di nuovo negli occhi "Avrei voluto essere con te domani, in battaglia".
Nakiri sbatte le palpebre per scacciare quella sensazione di bruciore che le velava gli occhi.
Non c'era tempo per il rimorso.
Le sue braccia scivolarono sicure sul petto di lui, attirandolo a sé. La sua bocca gli sfiorò la guancia come una carezza.
"Oh, ma tu ci sarai" gli sussurrò in un orecchio. Poi le sue labbra si serrarono su quelle di lui.
Non poteva più tornare indietro.
Scacciò ogni pensiero dalla propria mente, lasciò che fosse il battito del suo cuore, il flusso del suo sangue che sembrava rimbombare nelle proprie orecchie a guidare i suoi movimenti. Fu grata a quella sensazione di abbandono che la colse alla sprovvista, ogni altro suono sembrava lontano ed insignificante, se non quello dei loro respiri. Il mondo circostante perse lentamente consistenza attorno a lei mentre chiudeva gli occhi davanti alla realtà.

Si alzò a sedere nel letto, di scatto. Il respiro corto, la fronte imperlata di sudore. La luna era ancora alta e la fredda luce entrava tra gli spiragli delle persiane. Vide le lunghe ombre della notte sul parquet, silenti.
Si voltò alla sua sinistra e due occhi felini lo squadrarono nel buio.
-Ledim...?-
Sorrise appena. Il battito cardiaco tornò normale....sospirò e si lasciò andare sdraiato supino nel letto.
-nulla Naki....-
-Un'incubo?..-
Lui non rispose, fissando il soffitto sopra di se.
L'elfo oscuro si mosse, portandosi verso di lui e continuando a fissarlo con quel suo sguardo freddo
-vecchi ricordi?-
Ledim appena accennò col capo, un'assenso.
Di nuovo vi fu silenzio.
-Ti ricordi....come ci siamo conosciuti?-
-Vagamente....Quel giorno ti tirai un pugno se ben rammento...-
Ledim rise leggermente
-Ahhahahhehe..ahem...si...-
-E non me ne pentii-
-Immagino.......-
Disse Ledim massaggiandosi la mascella, come ricordandosi del male che gli aveva fatto quel pugno
-Eri uno sprovveduto, un nullafacente che si faceva mantenere da Vrabazard,senza uno scopo nella vita -
-io ce l'avevo uno scopo di vita, ero solo in stand-by per un po di secoli, mi divertivo e basta-
-E ti pare un modo di vivere? Ti aggiravi per il castello cercando donne carine e qualche volta fermandoti per disegnare. Eravamo in periodo di guerra e tu sembrava non facessi parte delle file di Vrabazard. Nulla t'importava in un momento in cui tutti dovevano essere mobilitati e pronti a combattere per un'ideale-
-Per me se LON ha creato i demoni c'è un motivo, non vedevo perchè debellarli del tutto. LON non fa le cose a caso....-
Nakiri si voltò stizzita dall'altra parte, riavvolgendosi nelle lenzuola e decisa a riprendere sonno dopo aver concluso quella stupida conversazione
-Che ragionamente stupido! non ci avrebbe messo a combattere gli uni contro gli altri se voleva che nessuno dei due prevalesse!-
Ledim continuò a fissare il soffitto, nel buio
-A volte Dio può essere imprevedibile ed irrazionale nelle sue scelte....-

...
-Chi è quel giovane? pare non sia minimamente interessato alla riunione di oggi...-
Nakiri strinse i denti fissando un giovane ragazzo dai lunghi capelli azzurri sbadigliare, seduto al tavolo dei generali e cavalieri di Chepied.
-Taniel, Ledim Taniel, Terza generazione dei cavalieri di Chepied. Uno stupido senza alcuno scopo di vita. Un nullafacente.-
-Non l'ho mai visto alle riunioni...-
Disse Nakiri mantenendo basso il tono di voce.
L'uomo alla sua destra fissò davanti a se.
-Oggi Vrabazard ce l'ha trascinato...solitamente si aggira per il castello disegnando statue e paesaggi-
Ledim si voltò, e fissò Nakiri. Questo non abbassò lo sguardo ed i due si fissarono negli occhi per alcuni secondi, alla fine dei quali Ledim sorrise e alzò la mano destra in saluto. Nakiri voltò lo sguardo verso Vrabazard , che ora stava parlando, in modo stizzito.
Essere presente a quel tavolo e non degnare minimamente le discussioni che vi si tenevano era un'affronto, senza contare che erano ormai prossimi ad una guerra.
La guerra a dire la verità non era altro che una parola sussurrata fra i corridoi del castello, nessuna faida v'era ancora tra le due maggiori fazioni in campo su quel mondo, I Dark Lord se ne stavano in apparenza quieti nei loro rispettivi manieri , ma questo era dovuto solo dal fatto che in quei secoli erano molto in minoranza di potere...
Attaccare ora sarebbe stata una mossa perfetta
Approfittare del momento di debolezza del nemico è il migliore modo per sconfiggerlo
In fondo non importavano i mezzi, l'importante era il fine.
Questa era la linea di pensiero del cavaliere Shelv di Ashyal, della seconda generazione.

-ohhhh!!! oh aspe! fermati!-
Nakiri si fermò di camminare e lentamente si voltò verso chi lo aveva chiamato.
Ledim corse verso di lui.
-Oilà! piacere ^^ io mi chiamo Ledim Taniel ^^-
Disse l'elfo porgendo la mano destra
Nakiri di tutta risposta fissò la mano, poi si voltò e ricominciò a camminare verso dove stava andando...
*gocciolone di Ledim*
-Hey! aspettami! chi sei? come ti chiami? e perchè mi fissavi alla riunione?-
Nakiri si fermò di camminare,senza voltarsi.
-...chi sono...io?....-
Era incredulo....
Tutti li sapevano CHI ERA LUI!
Lentamente si voltò verso l'elfo alto
-Si...cioè, io non ti conosco...apparte che qui dentro io non conosco quasi nessuno...non so perchè ma sembra che tutti mi evitino...forse ho una malattia contagiosa e non me lo vogliono dire.....*gocciolone*-
Nakiri lo fissò da capo a piedi
-Forse perchè la tua favella è troppo sviluppata e non lasci spazio ad altri per dire la propria...-
-Favella.....come cavolo parli? Allora, mi vuoi dire chi sei? almeno il nome, suvvia!-
-Il mio nome è Shelv di Ashyal, cavaliere Taniel-
Ledim si grattò la tempia destra, pensoso
-L'ho gia sentito sto cognome......ASPE!!! NAKIRI! TU SEI NAKIRI! QUELLO PAZZO!!-
*molti capelli fuori posto per Nakiri*
-come...?-
-Ahee....ehh....si,cioè..ecco...diciamo che qualcuno dice che non hai tutte le rotelle a posto....-
Ledim si mise a fare gesti con le mani , per cercare di rimettere a posto la figuraccia che stava facendo con l'aiuto anche dei gesti
- ma! aspe! ahahahe...qui tutti hanno un'alta considerazione di te! solo non sanno mai cosa aspettarsi ^^; te ne esci sempre con una nuova ^^;;;-
Nakiri lo fissò ancora per qualche attimo
*covoni in background a Ledim*
-Ahem...non mi guardare in quel modo.....fai impressione....-
-Questo è il mio sguardo...-
*altri covoni in background*
-Si ma fa paura ^^;;;;;;;;;;;;;;;; cambialo! ^^;;;;;;;-
Nakiri si voltò scotendo lentamente il capo e riprese a camminare
Ledim poco dopo lo raggiunse
-Senti, visto che abbiamo fatto amicizia...-
-non abbiamo fatto amicizia-
-conoscenza....-
-conoscevo già il tuo nome e credo non me ne servirò mai-
-ma io non conoscevo il tuo e potrei usarlo per chiamarti ogni tanto ^^ non credi?...avanti! io qui non ho nessuno con cui parlare apparte Vra!-
Nakiri dovette fermarsi perchè Ledim gli stava saltellando davanti
L'elfo oscuro non fece altro che cambiare traiettoria ed aggirarlo, proseguendo nel suo cammino
*gocciolone di Ledim*
-Te non sei normale!! le voci sono vere!-
-Ascoltale e stammi lontano, Taniel!-
Disse Nakiri prima di girare in uno dei corridoi laterali.
Ledim incrociò le braccia, indispettito
-Matonna che musone....-



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