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Eighty-sixth Chapter
-Lon's children-

-Ottimo-
Disse il Dio osservando il braccio di Zen. Si era quasi del tutto cicatrizzato, ora la pelle era piu scura e leggermente rugosa, nient'altro...
Zen cercò di stringere il pugno e vi riuscì, forse non facendo forza come voleva ma era già un gran traguardo. Sorrise.
-Grande Vra! ^^ -
Nakiri sorrise appena.
-Entro quando credi che riuscirà di nuovo ad impugnare come si deve la spada?
-Portalo da me anche domani, poi potrà ricominciare ad allenarsi..e deciderà lui quando si sentrà pronto.-
Disse il Dio rifacendo la medicazione
-Come al solito, intesi? asciutto e che possa prender aria. Non sforzarlo e non muoverlo troppo, intesi?-
Disse il Dio a Zen
Zen fece un cenno col capo e sospirò
-non vedo l'ora di potermi lavare come LON comanda quel braccio......-
A fine medicazione Nakiri sorrise appena.
-bene Zen, puoi tornare a castello, io mi tratterrò ancora per qualche ora...-
L'elfo oscuro finì la frase guardando Vrabazard
-per l'appunto...-
Disse il Dio incrociando le braccia sul pianale della sua scrivania, e guardando Nakiri.
-Bene ^^ Salve Vra, ciao Midel, a dopo capo ^^-
E si teletrasportò dopo un breve inchino
-Torniamo a noi....-
Disse il Dio guardando Nakiri
Midel deglutì

Decise di ricomparire a caso in uno dei corridoi del castello. Appena i suoi piedi poggiarono sulla pietra dei pavimenti di marmo, alzò lo sguardo di fronte a se e lo vide. Ancora con l'aura dorata intorno a se, dopo un teletrasporto.
Sin e Zen si guardarono.
Zen con odio, Sin non sapendo cosa aspettarsi.
Zen si voltò e fece per andarsene nella direzione opposta
Si sentì afferrare per il polso sinistro
-Aspetta!-
Zen gli lanciò uno sguardo al vetriolo e Sin ritrasse la mano, alzando le mani di fronte a se
-Voglio solo parlarti....-
-non hai niente da dirmi-
Disse lui voltandosi e riprendendo a camminare
Quando li distanziarono almeno dieci metri , Sin parlò
-non l'ho uccisa per farti un dispetto!! che ti credi!? manco ti conoscevo!-
Zen invertì la rotta e marciò verso Sin. Sin indietreggiò di un paio di passi e Zen inchiodò davanti a lui, a nemmeno due centimetri dal suo viso. Gli occhi ridotti ad un puntino
-Non mi interessa perchè lo hai fatto! non mi interessa se avevi un motivo, nemmeno se questo fosse piu che valido!! L'HAI FATTO E BASTA!!!-
Sin era di nuovo a mani alzate di fronte al viso
-O..ok....però mi dispiace....-
-NON HAI DIRITTO DI DIRE CHE TI DISPIACE!!!!!-
Sin sorrise appena
-Mbhè, quando morirai anche tu, vi ricongiungerete nel mare del chaos....-
Nonostante fosse una cosa in cui Sin credeva fermamente, questa frase fece saltare del tutto i nervi a Zen che sguainò di velocità la spada, tentando un'affondo
Sin indietreggiò spostandosi appena in tempo
-Hey! cacchio! sei impazzito!?!?-
-TI SPEDISCO SUBITO LA' A DIRLE CHE STO ARRIVANDO!!!!!!!!!!!-
Nemmeno lo vide sguainarle, e nemmeno sapeva che se lo portava dietro. La sua spada fu fermata da due katane incrociate tra loro.
La spada di Zen era ora ferma a meno di un centimetro dal viso di Sin.
-Hey! beota azzurro!! guarda che non ti stavo prendendo per i fondelli!!-
A dire la verità la forza fisica di Sin non era un gran che e presto la lama di Zen si avvicinò ancora di piu al suo viso, Sin indietreggiò di un passo.
-Calmati idiota!!!! Se Nakiri ci becca sono cazzi acidi!!!!!!!!-
-E a te che importa!??! che importa!??!? distruggi tutto il mondo così come vuoi fare!! non ti frega di niente di nessuno!!!-
Sin rilasciò le katane di colpo, scostandosi lesto di lato e così scartò l'affondo di Zen. il semidemone scivolò di lato, calibrò il peso del corpo sui piedi e di nuovo gli lanciò un fendente,stavolta orizzontale. Di nuovo le due katane si interposero fermando la lama.
-Io NON VOGLIO litigare con te, non posso!!!! -
-E allora non sarebbe stato piu semplice non nominarla?!?! perchè me lo hai detto?!?!?-
-Ero un po fumato l'altra sera!! c'avevo voglia di combattere ed ero annoiato!-
Disse Sin scotendo il capo a destra e sinistra
-mo sono lucido!! e preferisco non combattere, sopratutto con te!!-
Zen digrignò i denti quando una forte fitta gli attanagliò il braccio destro trafiggendogli muscoli e ossa dal gomito sino alla mano. Sin ne approfittò e con un colpo delle katane liberò la lama, torcendola. Zen lasciò andare la spada per il dolore e cadde in ginocchio tenendosi il braccio destro.
Sin lo fissò, poi buffò e rimise via le katane, entrambe appese ad un gancio posto sul fianco destro, senza fodero.
-Cerchiamo di andare daccordo, o almeno sopportami per il periodo che siamo qui da Naki....-
Sin prese la spada di Zen e glie la porse.
-....Altrimenti ogni volta che ci incrociamo finisce così...-
Zen lo fissò con odio
-Fanculo!-
Disse, e con un colpo secco si riprese la spada
Sin sorrise appena con un gocciolone che gli pendeva dal capo
-Quando sei incazzato somigli vagamente a Tears ^^;;;;-

-FANCULO!!!!!!!-
Urlò Tears quando di nuovo il bastone di Xelloss lo prese in pieno, nella bocca dello stomaco.
Si piegò in due, poi di scatto lo percepì alle sue spalle e, ancora piegato in due con la mano destra sullo stomaco, lanciò un fendente orizzontale alle spalle, girando su se stesso. Ma di nuovo la lama incontrò solo aria.
-lento..lento..lento-
Disse cantilenando Xelloss direttamente dal piano astrale
-eh basta....-
Mormorò Tears ancora piegato in due
-Ora mi sono davvero....-
alzò leggermente la testa
-....ROTTO I C*GLIONI!!!!!!!!!!!!!!-
Urlò alzandosi di scatto
L'aria si fece spessa, gli alberi si piegarono, scheggie di luce impazzite si crearono dal nulla e cominciarono a saettare in tutte le direzioni.
Xelloss avrebbe poi descritto la sensazione di quel momento come una mancanza di respiro.
Le due dimensioni si curvarono su se stesse, gemendo, contorcendosi. Quello che nella dimensione reale avremmo chiamato Xelloss e che nella dimensione astrale appariva solo come una specie di gas nero, venne letteralmente lanciato fuori dal punto in cui trovava, per schiantarsi su un terreno che si apriva, di crepava , si sgretolava.
Xelloss prese forma materiale e si alzò di scatto in piedi, ma prima di vedere qualcosa percepì dolore.
Poi tutto si fece scuro.

Aprì gli occhi lentamente. La prima cosa che vide fu Tears che lo fissava, seduto a gambe incrociate davanti a lui.
Xelloss si alzò di scatto
-Che diav...cos'è successo?....-
-...Xel..?-
-Eh..?-
Chiese il demone tenendosi la testa. Non riusciva ancora bene ad afferrare che aveva combinato Tears, ma qualcosa di mostruoso, non aveva mai sentito tanta energia saettare impazzita intorno a lui.
-mi sa che ho fatto un gran casino...-
Disse il ragazzo fissandolo
Xelloss lo guardò. Il ragazzo sembrava sinceramente preoccupato....
Tears voltò il capo a destra, Xelloss seguì il suo sguardo
E dire che rimase sconvolto fu poco.....
Da parte a loro c'era uno squarcio nel nulla, ciò che il demone poteva vedere oltre era sicuramente la dimensione astrale però non si era creato solo uno squarcio tra le due dimensioni, c'erano brandelli di realtà ovunque, alla rinfusa...ed oltre a quelli...... brandelli di.....nulla.
-C..che...che diavolo è successo!???-
Disse alla fine il demone
-Oh mbhè..tutto il resto intorno l'ho messo a posto, ma quello non vuole tornare a posto..insomma, cioè, è da rifare completamente, non si può rigenerare.-
-Cioè, tu hai squarciato sia dimensione reale che astrale!?! e quello che si vede oltre è..-
-..il nulla..... da cui LON ha creato il mondo....-
Disse Tears giocherellando con uno di quei brandelli di "nulla". Sembrava argilla, solo che era bianca.
-vedi?...-
Disse il ragazzo palleggiando con la pallina di "nulla" .
-Da questo si può tirar fuori quello che vuoi....-
Tears ci si mise a giocare...cominciò ad impastarlo...e Xelloss lo fissò
Poco dopo dalle mani del ragazzo era uscita una creazione immonda che forse vagamente avrebbe dovuto assomigliare ad un'animaletto..ma un'animale che nessuno vorrebbe trovare nella cuccia di casa propria....
Tears sorrise invece soddisfatto del proprio lavoro, senza notare l'espressione disgustata del demone......e se un demone è disgustato.....vi lascio intendere cosa poteva essere quello che Tears aveva tirato fuori.
Il ragazzo lo poggiò a terra poi chiuse gli occhi. Il 'coso' prese colore e sulla sua superficie liscia e bianca crebbe una pelliccia nera, luccicante. Poi il "coso" prese a muoversi e cinguettando sparì saltellando nella foresta
-Santo LON....-
Mormorò il demone mentre seguiva con lo sguardo quel....."coso".
-Ecco...ora il problema saliente è: come nascondiamo quello strappo?-
Disse Tears indicando il macello tra le dimensioni che aleggiava da parte a loro. Arrivavano rumori preoccupanti da quello squarcio....
-N......non ne ho la minima idea.....^^;;;;;;-
Tentennò il demone con un guizzo al sopracciglio
Poi si alzò in piedi, Tears lo seguì con lo sguardo
-Direi che l'allenamento si può concludere qui, almeno per oggi, ora il tuo compito è per l'appunto mettere a posto il casino che hai combinato....-
Disse il demone mentre si avviava all'accampamento, pacifico.
Tears lo guardò con gli occhi sferici
-UOHHHHH?!?!?!??-
Disse alzandosi di scatto poco dopo
-Quel buco si potrebbe smagliare!!!-
Urlò indicandolo
-Apunto...ti conviene rattopparlo in fretta...-
Disse il demone senza nemmeno voltarsi
-RATTOPPARLO?!?!? RATTOPP rattop...rattopparlo?......-
Disse Poi Tears mettendosi a pensare....
Fissò alcuni pezzi di nulla sotto di lui...li raccolse...li mise insieme.....li arrotolò facendo un lunghissimo e grossissimo filo ....Poi ghignò. Nella sua mano destra comparve un grosso ago.
Leccò la punta del grosso filo di nulla e con precisione infilò il filo nella cruna.
-Ebbene....son di nuovo sarto...-
Disse mentre cominciava a cucire le realtà

Xelloss, da dietro un'albero, lo fissò nel suo lavoro di rattoppo...
Scosse il capo con un grosso gocciolone e molti capelli fuori posto
-Tutto ciò ha dell'impossibile....-
mormorò distrutto....

Qualche ora dopo il sole era calato. Tears se ne stava in piedi a fissare l'aria davanti a se, appoggiato ad un grosso ago da maglia, compiaciuto. Sembrava tutto perfettamente normale , se non si fosse notato una specie di punto croce aleggiare nell'aria.....
Tears sorrise soddisfatto. Poi chiuse gli occhi, i punti si illuminarono...e piano piano svanirono
-SONO UN GRANDEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!-
Urlò tanto che lo sentirono fino all'accampamento....cinquecento metri circa distante....
Nel mare del chaos....una donna dai lughi capelli dorati sospirò...

Sin se ne stava seduto in mezzo alla sua stanza. Ad una prima occhiata non lo si sarebbe nemmeno notato. La stanza era pervasa dalla calda e quieta luce del tramonto. Rossa come il sangue si mescolava con l'oscurità
Sedeva su una poltrona di raso rosso e di legno dorato intagliato. Lente, sottili volute di fumo s'innalzavano dalla sua sigaretta.
Il capo era reclinato da un lato, poggiato sul palmo aperto della mano sinistra. il gomito sinistro era su un bracciolo della sedia.
-Che imbecille...-
mormorò appena percettibile.
Poi sorrise e lasciò cadere indietro la testa, con gli occhi chiusi
-... quel potere.....-
mormorò a nessuno
Rise
-...in mano a lui......-
Continuò a ridere. Sprofondò il viso nella mano sinistra, scompigliate ciocche di capelli s'infilarono tra le dita.....
Rideva.
-Te si che ti sai divertire....-
Biascicò, ormai perso, guardando il soffitto.
Finì la sua sigaretta con un'ultimo sospiro.
Il sorriso si rilassò sul suo viso sino a scomparire. La testa di nuovo reclinata indietro.
Come morto su quella sedia.

Se ne stava seduto sulla sponda del letto. La luce rossa del tramonto lo investiva, innondandolo col suo color sangue e penetrando dalla finestra da parte al letto.
Si guardava il braccio, sbendato.
Ora non riusciva piu nemmeno a chiudere il pugno destro.
Sorrise appena.
Poi si alzò di scatto e lanciò la spada in fondo alla stanza. Fu un rumore assordante quando cozzò contro il candelabro di ferro battuto, facendolo cadere per terra.
Urlò.

Intanto, davanti ad un bivacco, un pazzo bestemmiava fra se e se, cuocendo un coniglio su un gigantesco ago di ferro .
Ed un'elfo li accanto piangeva , farfugliando cose sconnesse....
Gli altri scotevano il capo in silenzio....

-------
Su gentile concessione dell'autore di Petrified Eyes....

VOCE: E BASTA CONIGLI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
....
Quello che successe allora non aveva dell'incredibile. Era semplicemente sensa senso.
Tears se ne stava placido a cuocere il suo coniglio quando il coniglio girò l'occhio "cotto" verso di lui.
Lo guardava vispo.
Gli fece quasi simpatia. poi ricordò che lo stava cuocendo. E allora la cosa gli sembrò strana.
Sentì una strana sensazione sulla schiena e quando alzò lo sguardo dal falò si ritrovò con un pelouches in mano, in una stanza tremendamente ed orribilmente rosa.
Alzò ancora lo sgaurdo su una casacca nera con delle piastre sopra.
Delle mani esili ma forti gli afferrarono il volto e lo sollevarono da terra di peso scollegandogli una ad una con un suono da xilofono tutte le vertebre
della spina dorsale.
Poi una testa dura come il granito lo colpì in pieno mandandolo al tappeto.
Cosa cazzo erano quei conigli ovunque? Non aveva stelline intorno alla testa, ma conigli.
Riprese vagamente conoscenza con Feyha che lo toccava con un bastoncino.
<< E' morto?>> Domandò Luna.
<< Non lo so. è caduto all'indietro così all'improvviso.>> Constatò Xellos.
<< Forse ha avuto un ictus.>> Ragionò Mickhayll.
Feyha lo guardò a metà fra l'inorridito per tanta freddezza e lo spaventato per Tears.
Il coniglio e l'ago erano scomparsi. E pure il punto-croce nel cielo.a cinquecento metri di distanza.


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