CAPITOLO QUINTO
E' arte
Zelas si diresse con brevi passi leggiadri verso le scale,
le caviglie sottili fasciate da eleganti sandali, e ornate
da numerose cavigliere. Aveva una camminata molto aggraziata,
di classe, un incedere delicato e al contempo deciso. Il fondoschiena
alto e sodo ondeggiava da una parte e dall'altra in maniera
provocante, ma quanto mai naturale.
Iniziò a salire con tale leggerezza che sembrava aleggiare
sopra il legno, senza provocare alcun rumore. La mano volteggiava
sul corrimano come una vedova nera in cerca di preda. Con
una sgambata evitò un foro della grandezza di mezzo
metro, e proseguì per il primo piano.
Xel con gocciolone: quello lo riparo domattina ^^;
Le sue gambe abbronzate, lunghe e flessuose facevano capolino
continuamente dai due spacchi laterali della veste, scomparendo
nuovamente in un gioco delizioso quanto frustrante per Xel
che la contemplava rapito.
Il subordinato la superò per andare ad aprire la porta
della camera da letto, quando la Dark Lady gli passò
vicino oltrepassandolo mentre entrava nella stanza, gli fece
scorrere l'unghia dell'indice sotto il mento sorridendo maliziosa.
I suoi occhi azzurri tersi si imbatterono per un lungo istante
in quelli di Xellos lasciando una specie di filo invisibile
fra i due corpi. Il suo profumo la seguiva esercitando già
da solo un controllo pressoché completo sull'altro
sesso. Rievocava fragranze esotiche con l'impeto del mare
e la leggerezza della brezza che aleggia fra le palme delle
isole tropicali.
La debole luce di una candela che si rifletteva in un grande
specchio al lato del letto, le illuminò i capelli rendendoli
d'oro, l'ombra ondeggiava sulla parete opposta in maniera
sexy e provocante.
Il letto era costruito a regola d'arte, possenti assi di ebano
lisce e profumate costruivano lo scheletro, che culminava
in una grande spalliera liscia, il materasso era soffice quanto
bastava, e le lenzuola sapevano di pulito candido.
Zelas si fermò in piedi accanto al letto con un lieve
tintinnio di braccialetti; Xellos gettò il mantello
su una sedia, spegnendo al contempo la candela con lo spostamento
d'aria.
Fece scorrere le mani sulla donna con l'apprensione di un
uomo posto di fronte ad un regalo ben confezionato, che non
vede l'ora di scoprire cosa celi. Le sue dita sfiorarono distrattamente
i seni, per poi scivolare sulle spalle. Con carezze furtive
e invisibili baci, le spalline scorsero sempre di più
verso l'esterno, fino a che non caddero simultaneamente scoprendo
il teso corpo nudo del demone.
Dalla finestra semi aperta filtrava la debole e discreta luce
delle stelle.
Xellos la baciò profondamente, sapeva di mare e salsedine.
Passandole un braccio dietro la vita con leggerezza la adagiò
sulle soffici coperte, al sospiro del vento che frusciava
fra gli steli d'erba della collina.
I due si fermarono a guardarsi negli occhi, nelle scarlatte
pupille si rifletteva la faccia selvaggia e sensuale della
Dark Lady, il filo invisibile non si era reciso, Xellos accennò
un bacio ma si ritrasse non appena Zelas gli si avvicinò,
dopo averla lasciata per qualche attimo nel limbo si avvicinò
nuovamente, ma Zelas fece scorrere un dito sulle labbra del
demone, lui lo baciò, ma il dito proseguì sul
collo e sul pomo d'Adamo fino a toccare il collo alto del
lupetto, che, come neve sciolta dall'acqua, scomparve seguendo
la direzione del dito, fino a spogliare il torso di Xellos.
Un sorriso divertito. Poi anche i pantaloni scomparvero lasciandolo
completamente nudo.
Il demone iniziò a baciarla, prima veloci e serrati,
poi lenti e cadenzati, le spalle, il collo, i seni.
Con una mano le sfiorò il bacino piatto che vibrò
a quel tocco inaspettato.
Le carezze si fecero sempre più audaci e soavi, delicate
e inesorabili, duellando con le mani di Zelas che indagavano
lente e sensuali il corpo del demone.
Le gambe si incontrarono e sfiorarono riscaldandosi fino a
scottare, accompagnate dal fremere delle cavigliere. La pressione
dei seni sul petto riscaldò il subordinato che aumentò
il ritmo.
Quindi Zelas si lasciò andare al piacere dell'abbandono
totale stendendo le braccia sul letto, il demone dagli occhi
d'ametista, libero e inafferrabile.
I baci che sentiva le parevano a volte caldi a volte freddi,
certe volte talmente gelati da scottare.
I cuori iniziarono a battere velocemente, alla tenue luce
della notte, i due rilucevano lucidi in una danza erotica
senza fine.
La Dark Lady iniziò a gemere, prima piccoli e soffocati
gridolini, poi sospiri sempre più ravvicinati, fino
a veri e propri lamenti di piacere. In preda al desiderio
lo attirò a se con forza, ed iniziò il cadenzato
movimento simile all'eterno ballo delle onde sulla spiaggia,
l'assalto sempre con rinnovato vigore, e il languido ritorno
della risacca.
Come l'avvicinarsi di una tempesta il ritmo aumentò
di intensità e forza fino a portare i due a perdersi
in un vortice di sensazioni senza fine, come volando con ampie
ali sopra distese eterne d'oceani.
Ryo:
Scittore: ^______________^;;;;;;;;;;;;;;;;;;;;;;;
Ryo: beh puoi migliorare
Scrittore: Ehm gra
grazie
Ryo: Bene ora descrivi quella di Lina e Gourry.
Scrittore: L
Lina e Gourry?
Kaori: Ryooooooooooooooooooo
Ryo: Ehm ci vediamo "artista" devo scappare! Argh!
Gourabos stava trascinando un pesante tavolo dal negozio
alla casa vera e propria. Non poteva sollevarlo per via dell'altezza
del soffitto, così era costretto a farlo passare per
l'ampio corridoio che congiungeva l'entrata principale con
la sala attrezzata per il commercio, fino al soggiorno della
casa. Era un tavolo pregiato, intarsiato finemente al quale
Philia teneva molto.
Il grosso lucertolone imbroccò la porta del soggiorno
al primo tentativo, fece svolazzare la coda contendo di non
aver smontato la casa proprio mentre Philia arrivava da dietro.
Purtroppo con quel gesto inconsulto toccò appena una
mensola sulla quale erano adagiati diversi piattini di cristallo
e un grosso cigno magnificamente lavorato.
Una gocciolina scivolò sul capo di Gourabos mentre
si girava a controllare in che stato fosse la mensola
ma era già troppo tardi. I piattini di cristallo iniziarono
la loro precipitosa corsa verso il bordo opposto della mensola
superando il cigno in velocità. Il volto di Philia
si contorse in un'espressione tesa mentre si precipitava verso
la mensola. I piattini le piovvero addosso come grandine,
prima ne afferrò due con le mani, poi con un vellutato
tocco col piede di destro fece scivolare un terzo piattino
sul pavimento facendolo rimbalzare come un sasso sull'acqua
senza che si rompesse. Si voltò verso la mensola e
altri cinque piattini caddero. Non sapendo più come
prenderli spalancò la bocca e li fermò alla
meno peggio riempiendosela. Il nono lo raccolse al volo con
la parte piatta della coda.
Gourabos la fissò con un enorme gocciolone.
Il drago d'oro sospirò rilassandosi un attimo, poi
il volto trasparente del cigno fece capolino dal legno inclinato
della mensola. Anch'esso deciso a fare bungee jumping senza
elastico.
Cadde.
Philia mollò tutto quanto per prenderlo al volo, e
con un piccolo balzo lo abbracciò stringendolo forte
al petto.
Poi gli occhi ridotti a due puntini sentì lo scoscio
dei piattini di cristallo infrangersi a terra.
*Una libellula passò fra Gourabos e Philia lasciando
la scia*
<< Sono in ritardo
>> Constatò il
Sandman con un gocciolone sul capo per i rumori che sentiva
provenire dal corridoio. Era seduto su una poltrona di pelle
con una tazzina di caffè in mano.
<< Già
e chissà quanti ne arriveranno
in fondo >> Replicò la Regina dei Draghi del
Cielo alla preoccupazione esternata dal Sandman.
<< Valwin
>> iniziò il generale
ma non finì la frase.
Passarono un paio d'ore senza che si avessero notizie degli
altri invitati. Poi bussarono alla porta. Loki si voltò
di scatto percependo l'aura del nuovo arrivato. La stanza
attrezzata per il consiglio non era altro che il salone della
casa di Philia. Vi era stato portato l'ampio bancone da esposizione
del suo negozio, grazie alla forza meccanica smisurata di
Gourabos, ( certo l'impresa era costata un servizio di inutili
piattini di cristallo ma escludendo Philia, a nessuno era
dispiaciuto più di tanto della cosa
).
Il drago dorato andò ad aprire, si produsse in un profondo
inchino, prima di far entrare Vrabazard, Dio dei Draghi del
Fuoco, nonché ultimo superiore di Philia dopo lo sterminio
ad opera Elrogos e Searius durante la lunga vigilia dell'avvento
di Dark Star.
* Sembra che gente ci prenda gusto a sterminare i draghi
*
Xellos: Ah non sai quanto sia divertente
^^;
Scrittore: ehm immagino
La Regina dei Draghi del Cielo si inchinò assieme
al Sandman, il Dio era vestito di un'ampia tunica rossa che
lo ricopriva interamente ed era ornata iscrizioni dorate.
Indossava due possenti spallacci sui quali sembravano ardere
fiamme eterne, i capelli erano rossi con riflessi biondi,
come i suoi occhi.
Voce: Ma va! Hai pensato, " è il Dio Drago
del fuoco
facciamogli qualcosa che abbia a che vedere
col fuoco nell'aspetto."
Scrittore: Be', che è sbagliato?
Voce: E' un ragionamento da idioti!
<< Salve Regina dei Draghi del Cielo, Ciao Loki, >>
disse Vrabazard entrando con passo elegante nella stanza,
ed andandosi a sedere dolcemente sulla sedia preparata per
lui da Jiras. Aveva una voce alta quasi efebica. Scostò
una ciocca di capelli con una mano e rimase pressoché
in silenzio.
Dopo una ventina di minuti bussarono nuovamente alla porta,
era Valwin, il Dio, o meglio, la Dea dei draghi del Cielo,
motore immobile della trappola dalla quale a stento si erano
salvati Lina, Gourry, ma specialmente Xellos e Zelas, il suo
piano, nonostante avesse aumentato irrimediabilmente i poteri
di Xellos, aveva permesso la scomparsa di uno dei tre Dark
Lord rimasti.
Era stato un successo per le forze del bene, e questo Xel
e Zelas lo sapevano fin troppo bene.
Philia guardò davanti a se ma non vide nessuno. Poi
qualcosa le tirò la veste. Abbassando lo sguardo vide
una vecchietta dalla pelle di un azzurro delicato e i capelli
come tanti fili d'argento
il volto era segnato da innumerevoli
rughe ed era dipinto da un sorriso accomodante che ispirava
simpatia.
Philia si inchinò ma la vecchietta non ne volle sapere.
<< Lascia perdere Philia! Se avessi vissuto i miei stessi
anni ne avresti abbastanza anche tu dei formalismi!>>
Esordì facendo sorridere il Sandman e Vrabazard.
<< Piena di spirito come sempre dolce Valwin.>>
La salutò Vrabazard.
<< E tu sei sempre più effeminato e delicato
perché non ti fai un look più virile??>>
Il Sandman scivolò sulla sedia, mentre la vecchietta
si accomodava al suo fianco sorridendogli divertita.
Jiras iniziò a girare con biscottini preparati in casa,
mentre Gourabos versava vino dolce per accompagnamento.
Passarono altri lunghi minuti senza che nessuno dicesse nulla.
Gli unici rumori furono quelli prodotti dalla vecchietta
ehm
Dea dei Draghi del Cielo che assaltò i biscottini di
Jiras.
Dopo un'altra mezz'ora arrivò anche lord Milgatia rappresentante
dell'ormai defunto Dio dei Draghi dell'Acqua.
Scrittore: Ehi Milgatia!
Milgatia: Ehm
si?
Scrittore: Tu che ci sei stato per parecchio tempo insieme
non
è che sai che fine abbia fatto Br-
Quando, svolti i convenevoli, ormai tutti si stavano chiedendo
che fine avesse fatto Rangort; bussarono alla porta con una
delicatezza tale da staccare l'intonaco dalle pareti della
casa di Philia.
Voce: ci vediamo bello!
Scrittore: ehm c
che?
Philia andò ad aprire la porta, sull'uscio c'era una
ragazza dal volto ampio e sorridente, capelli castani che
ricadevano ricci e ribelli sul volto e le spalle, occhi marroni
chiari. La figura se ne stava sulla porta pronta per scaricare
un'altra raffica di pugni sul legno che iniziava a dare segni
di cedimento. Era alta pressappoco come Lina ed indossava
un vestito cinese, rosso, con contorni verdi che era legato
lungo la spalla sinistra da una serie di fiocchi e si produceva
in due spacchi allucinanti dalle cosce alle caviglie.
<< Ciao Philia! >> Disse la ragazza con una voce
simpatica e gioiosa alzando la mano in cenno di saluto.
<< Ehm ci conosciamo? >> Chiese incerta la proprietaria
della casa.
Una vena pulsante comparve e sparì subito dalla tempia
della nuova arrivata.
<< Sono qui per la riunione! Sono Malenuae Regina dei
Draghi della Terra. >> Disse dimenando le orecchie allungate
da drago come in segno di far strada.
*ehm prima che cominciate a leggere come è scritto
sappiate che si pronuncia Malenue, la A e la E formano un
dittongo come nel latino.*
<< Oh sono mortificata, >> disse Philia ritirandosi
e facendole strada.
Salutò i presenti e fece per sedersi.
<< E Rangort? >> Chiese Vrabazard con una nota
preoccupata nel tono.
<< E' morto. >> Rispose la ragazza seria.