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DODICESIMO CAPITOLO
LEI MAGNUS
Molto tempo dopo...
-E così alla fine ci siamo sistemati tutti....-
-Già-
Disse Zen stiracchiandosi all'aria aperta
Da quanto non vedeva il cortile del liceo...
Quanto tempo aveva passato a fumare sigarette sui gradini di quell'uscita?
non ricordava...e le corse che faceva per scavalcare la fila allo spaccio?.....
Si accese una sigaretta e si sedette sul primo gradino.
-Tu che contratto hai?-
-Determinato a 4 anni nello studio di grafica pubblicitaria, a Nerviano.
Sai, se ce l'ho determinato non mi chiamano al militare-
-Ma suvvia!-
Zen rise
-Credi che al militare ti prendano? ^^;;;;;;-
Alex guardò il cielo, sorridente
-oh, non credo proprio...Tu?-
-Anche il mio determinato, scade tra un mese ma mi hanno già detto
che mi prendono a indeterminato...-
-in quella metalmeccanica?-
Zen lo guardò con un tic al sopracciglio, Alex sorrideva al pensiero
-Si ma non mi immaginare stile "uomo della pubblicità coca
cola"...sono li come designer ^^;-
-oh mbhè, eri tu che una volta ti sei presentato al rainbow con
un bernoccolo gigante...e dicendo che t'era caduta una lamiera campione
50*50 cm di acciaio in testa....-
-Si mbhè...qualche volta capita..per quello ho il casco stile minatore,
con su scritto Zendaru ^^-
-Checcarino!!!-
*gocciolone*
-Hey, uomini in carriera! vi ho ritrovati!!-
Emanuela si sedette da parte a loro
-Dove ti eri cacciata??-
Chiese Alex
-Non ti trovavamo più-
-ho fatto l'errore di andare a salutare Cottini nell'aula di architettura...non
mi lasciava più andare....-
-mbhè...^^;;;...ma anche te...proprio a Cottini?-
-mi ha placcato nel corridoio, non ho fatto caso che quella era la sua
aula! Bah...offrimi una sigaretta, e ditemi, di che parlavate?-
-Di contratti...anche tu lavori vero?-
Chiese Alex
-oh si, aiuto fumettista, disegno sfondi e attacco retini per una che
conosco-
-Caruccio!-
Commentò Alex
-Ah!-
Disse il ragazzo sbattendo i palmi delle mani
-ma voi due state insieme vero?-
Chiese
Zen scivolò dal gradino ed Emanuela si grattò la testa
-Mbhè....no-
Disse lei guardandolo
Entrambi si voltarono a guardare Zen
Zen aveva una collezione di goccioloni sul capo, guardava il cielo grattandosi
la tempia destra con l'indice
-Ahe.....MA SUVVIA! che stavamo dicendo?? ah, si parlavamo di contratti!-
-no carino, parlavamo di te e lei...-
Disse Alex indicandoli a turno
-Ah si?....-
*libellula in background*
Emanuela sbuffò
-mbhè, gente, evviva le rimpatriate a scuola, ma io dovrei cominciare
ad andare, ho da fare e stasera usciamo no?...-
-Certo! ^_^-
Disse gioioso Alex alzandosi
Lidia arrivò in quel momento
-Porco giuda gente, ho beccato la Tosi per i corridoi...-
Disse ansante, probabilmente aveva corso per scapparle dalle mani
-Ma non era in pensione!??!-
*gocciolone*
-Sai?...-
Disse Zen sospirando
-uhm?-
Rispose Alex che gli camminava di fianco
-Credo di aver finalmente trovato il mio posto qui...-
Alex sgranò gli occhi e si voltò a guardarlo
-DAVVERO!??!??-
-...mbhè....Sono felice di tutte le scelte che ho fatto, vivo tranquillo
con un buon lavoro e degli ottimi amici, e in fondo credo troverò
di nuovo qualcuna da amare....-
Di fronte a loro camminava Emanuela, mentre , con i suoi soliti modi poco
femminili, parlava e gesticolava con Lidia.
-Son felice per te Zen..davvero.-
-Diamine!-
Disse Alex, gioioso
-Hai trovato anche tu il tuo posto in questa terribile realtà !
^^-
Zen incrociò le braccia dietro il capo e guardò il cielo
-non è poi così terribile...però forse si potrebbe
fare qualcosa per ritoccarla...-
Socchiuse gli occhi, un raggio del sole limpido lo abbacinò per
un'attimo
Il cielo era terso e azzurro
Sorrise
Alex davanti a lui si voltò continuando a camminare all'indietro
per un paio di passi
Gli sorrise
-E come vorresti che fosse?-
Zen sorrise guardando Alex scherzoso
-Mah......Migliore...-
Vide le pupille del suo migliore amico diventare piccole in un'istante
il sorriso allargarsi in un'espressione di stupore e dolore
Abbassò leggermente lo sguardo e lo vide
Un bastone d'argento
Trapassarlo da parte a parte
Sbucargli dal petto
Con gli occhi spalancati Alex si accasciò in avanti liberandosi
dalla presa di quell'oggetto
Cadde riverso a terra e velocemente il suo sangue colorò di scarlatto
l'asfalto della strada
Il tubo raccogli fogli cadde dalla presa di Zen
Dietro ad Alex, ora riverso al suolo, v'era un'uomo.
Un'uomo dai lunghi capelli blu , la carnagione lattea e un'abito rosso
da monaco.
Sorrideva
-Salve Zendaru di Samirien-
Zen era pietrificato
La prima cosa che fece dopo un secondo di smarrimento fu il lanciarsi
in ginocchio e prendere Alex tra le braccia
-Alessandro!!!! Alex!!!!!-
Questo aveva gli occhi vaqui, respirava velocemente e il sangue continuava
a fuoriuscire dal petto.
Lo guardava
Non sapeva se davvero lo vedeva
Non aveva nemmeno il fiato per urlare di dolore
Zen alzò gli occhi pieni d'odio verso quell'uomo
Sorrideva ancora guardando la scena ai suoi piedi
-Mio Dio Alex!!!!-
Zen si voltò di scatto
-VATTENE EMANUELA!!!!!-
La ragazza se ne stava pietrificata pochi metri più indietro, davanti
all'entrata della scuola
Quando Zen si voltò vide lo sguardo di lei magnus sulla ragazza,
sorrideva sadicamente
-Oh, un'altro giocattolo. Chissà se è fragile come il primo...-
Zen urlò stringendo gli occhi ora lucidi di lacrime
-PER DIO VATTENE EMANUELA! CORRI VIA!!!! -
Una palla di fuoco si formò dal bastone del monaco e si diresse
velocemente verso Emanuela
Zen strinse Alex a se e poi scomparve
Riapparve giusto davanti alla ragazza , tenendo Alex con un braccio. L'altra
era protesa in avanti a sostenere una barriera invisibile
Su quella barriera la palla di fuoco appena lanciata dal monaco si infranse
La ragazza osservò sbalordita la scena
Che cosa diavolo era quella sfera di fuoco che aveva appena visto? e quella
specie di bolla azzurrina che Zen sembrava aver appena creato per proteggerli?
Cosa era successo ad Alex?
Chi era quell'uomo!?
-Cosa vuoi da me Lei Magnus!?!?? anche tu brami vendetta??? se ce l'hai
con me prenditela solo ed esclusivamente con me!! Non mettere di mezzo
altra gente innocente!!!!!!-
Se non fosse stato impossibile Emanuela avrebbe detto di vedere una specie
di aura intorno all'amico. L'aria intorno a lui sembrava essere diventata
azzurra.
Zen poggiò per terra Alex, più delicatamente possibile,
poi si voltò verso la ragazza.
-Prendilo, portalo via e chiama immediatamente un'ambulanza! respira ancora!-
Emanuela scattò subito e cercò di trascinare Alex sotto
l'arcata d'ingresso della scuola. Lo appoggiò seduto per terra
e poggiato con la schiena al muro, poi velocemente chiamò il 113
con il cellulare.
Intanto spiava quello che succedeva in mezzo alla strada deserta
Zen da un lato, davanti all'arcata della scuola, Lei magnus una dozzina
di metri davanti a lui, sorridente e pacifico.
-Cosa voglio? oh, non si tratta di vendetta, almeno non nei tuoi confronti,
mio caro. ma, ormai sei stato ettichettato come traditore, l'unico traditore
dei demoni che sia sopravvisuto, e quindi sei ottimo da prendere sotto
i miei ordini.-
-Cerchi qualcuno che ti tradisca?-
Disse Zen stringendo i denti e sorridendo leggermente
-oh no, cerco qualcuno che odi i dark lord e che mi aiuti nei miei piani-
-non credo che questo sia l'approccio migliore per chiedermi aiuto!-
-io non ti sto certo chiedendo aiuto, io ti stò obbligando ad aiutarmi.-
Lei magnus alzò il suo bastone. Zen si mise in posizione di difesa
e richiamò la spada nella sua mano
Il tubo dei fogli aleggiò un poco , poi cadde per terra, vuoto,
e la spada comparve nella sua mano destra.
Emanuela si sentì alzare da terra
Santo cielo, com'era possibile?!!
Scomparve, riapparve davanti al monaco
Lei Magnus sorrise
-LASCIALA!!!!!!-
I capelli di Zen cominciarono ad ondeggiare sospinti da una forza innaturale
-Io non chiedo, io ottengo-
La medicina faceva miracoli in quella dimensione
Alex ormai era fuori pericolo, anche se aveva dovuto sopportare un trapianto
di fegato e un'operazione lunga sei ore.
Tutto questo era stato condito da una buona dose di recovery gettatagli
quella notte di segreto, mentre tutti nell'ospedale dormivano.
Gli era sembrato che avesse aperto gli occhi e che avesse sorriso quando
lo stava curando
Era così, ma non aveva certo capito che cosa gli stava facendo.
Aveva bisbigliato un grazie
Lui gli aveva sorriso e quella sarebbe stata l'ultima volta che lo avrebbe
visto.
Emanuela ne era uscita indenne
Apparte una capocciata contro l'asfalto per la caduta, quando Lei Magnus
l'aveva mollata di colpo
Aveva la testa dura, un bernoccolo e tutto sarebbe passato
Se ne stava seduto sul parapetto del balcone, fissando per l'utlima notte
quella città
Il leggero fumo della sigaretta s'innalzava silente nel buio.
Sarebbe tornato nella sua dimensione, nel suo mondo, ma a che prezzo?
Perchè le persone intorno a lui dovevano sistematicamente soffrire
per la sua sola esistenza?
Le sue varie magliette azzurre della nike avevano lasciato spazio ai suoi
soliti abiti che portava sempre. Pantaloni e casacca azzurri, il paraspalle
sulla spalla destra. Il fodero e la spada al suo fianco, il mantello nero
sulle spalle e lo zaffiro che lo bloccava sul pettorale sinistro.
Percepì una sensazione strana, poi una più conosciuta.
Un teletrasporto, molto potente.
Afferrò la spada e scese dal davazale.
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