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SESTO CAPITOLO
Historys - chi è il nostro nemico?


Maryuu-ou Castle, tardo pomeriggio
Voci. Una voce concitata… femminile… che chiedeva ansiosamente se si sarebbe ripreso… una voce maschile, calda… tenorile… che le assicurava che stava bene… e che le ferite erano guarite…
Ferite… in effetti, lui era coperto di tagli e ferite, su tutto il corpo… lo era ancora? No, non gli faceva male da nessuna parte. Sotto di sé sentiva il morbido di un materasso, e sopra il petto nudo sericee, calde coperte.
Lentamente, aprì gli occhi. Si trovava in una stanza abbastanza luminosa, dal soffitto alto, a cassettoni, di legno. Da alcune finestre, alla sua sinistra, proveniva una morbida luce da tardo pomeriggio.
-Oh, si è svegliato. Te l’avevo detto, non era molto grave. - disse la voce maschile. -Come ti senti?-
Dessran voltò appena la testa verso colui che gli aveva fatto la domanda. Un ragazzo, dai capelli verde mare e gli occhi dorati, al pari delle doppie strisce che gli ornavano la parte inferiore delle guance. Un mazoku. Immediatamente, scattò a sedere, cercando freneticamente la sua falce con lo sguardo.
-Ehi, calma! Sei al sicuro, qui… Dessran?-
Dessran continuava a fissare l’altro demone, con occhi sbarrati, sentendosi impotente senza la sua falce.
-Val, non fargli subito un terzo grado, si è appena svegliato!- disse la voce femminile, comparendo da dietro il demone. Dessran la osservò attentamente. Lunghi capelli d’oro, occhi blu, pelle chiara, lunghe orecchie a punta… e l’aura, l’odore… un drago dorato? Insieme a un demone?
-Dove… dove sono…?- ebbe solo la forza di chiedere, con un filo di voce.
-Te l’ho detto, al sicuro. Allora, dimmi, chi ha combinato quel macello di esplosione? Sei stato tu?-
Dessran scosse la testa -Se ve lo dicessi, probabilmente non mi credereste…-
-Non ti preoccupare, ho visto abbastanza cose incredibili e assurde per essere pronto a tutto. - ghignò Val.
-Va bene. Era… era Phibrizio Hellmaster…-
-Phibrizio? Ma… ma era morto! È stato gettato nel Mare del Caos da L.o.N., dopo averle disubbidito!- esclamò Philia.
-Ha trovato il modo di uscirne… grazie a qualcuno di molto potente. Ha detto che voleva distruggere questo universo… e gli altri universi paralleli. -
-Ma sei sicuro che fosse proprio Phibrizio? I residui di energia demoniaca sul luogo dell’esplosione erano simili ai suoi, ma non identici…- disse Philia.
-Credimi, drago, CONOSCO Phibrizio. Lo conosco fin troppo bene, mio malgrado. E vuoi sapere il perché di quell’esplosione? Per uccidere me. Uccidermi tra le sofferenze. -
-Ma tu non eri un suo priest?- chiese Valgarv.
-Come fai a sapere ciò? Io non ti conosco… e sono stato dall’altra parte del continente, dalla Kouma Sensou fino a pochi giorni fa. -
-Me ne ha parlato Garv-sama. Sono Valgarv Chaos Dragon, general di Garv Chaos Dragon. -
A quelle parole, Dessran sorrise, un sorriso amaro, quasi un ghigno. -General di Garv… non ti conosco, ai tempi della Kouma Sensou era Rashart, il suo general… che fine ha fatto?-
Val strinse le spalle -Morto, in una battaglia. Contro Phibrizio, se proprio ci tieni a saperlo. Sai come sono andate le cose, dopo la Kouma Sensou?-
-No. All’inizio, ho finto di essere stato ucciso, e me la sono filata. Mi sono nascosto il più lontano possibile, trattenendo l’aura in modo da sembrare un semplice essere umano, e ho aspettato che si dimenticassero di me. -
-Ho saputo che detestavi Phibrizio. Posso sapere il perché?- chiese Val, le braccia conserte, in piedi di fronte al letto.
Desdsran abbassò lo sguardo -È una storia triste… che ancora oggi mi brucia…-
-Val… se non se la sente, non obbligarlo…- Philia era giunta di fianco a Valgarv, e gli aveva posato una mano sul braccio. Anche il drago-mazoku sapeva quanto potevano essere dolorosi i ricordi, quanto dolore e sofferenza potevano celarsi dietro volti apparentemente sereni…
-Vi racconterò la mia storia… ma in cambio voglio sapere una cosa. -
-Che cosa?-
-Che ci fa un drago dorato con un demone… un demone che è per metà drago ancestrale…-
-Vedo che riesci a percepire bene le aure. Bene, racconta la tua storia; poi, ti risponderemo. -
Dessran annuì. -Non c’è molto da dire. Da ragazzo, quando ero ancora un essere umano, ero il più abile mago della zona. Usavo la magia nera con una facilità sorprendente, ero tra i più potenti conosciuti, tanto che riuscivo a castare un Dragon Slave senza eccessiva difficoltà. Phibrizio mi notò proprio per ciò, e mi chiese di entrare nelle sue file. Io rifiutai, ovviamente, e allora lui mi disse semplicemente che ero libero di rifiutare… se mi andava di vedere tutto il mio villaggio morire tra atroci torture, e poi fare io stesso la loro fine, e vedere la mia e le loro anime divorate dai demoni… credetemi, era capacissimo di mantenere le sue promesse. Mi snocciolò una serie di torture, di morti, una più atroci dell’altra, con la stessa naturalezza con cui una massaia elenca la lista della spesa… e come godeva, nell’elencare quelle sofferenze, come se stesse già gustandole!- si interruppe per un istante. Le mani gli tremavano in modo visibile. Prese un profondo respiro. -Naturalmente, accettai. Cosa era il mio sacrificio, anche quello della mia anima, paragonato alla salvezza di tutta la gente che amavo? -
-Così diventasti il suo sottoposto. Il suo priest. -
-Si. Lo odiavo, ma dovevo obbedirgli: aveva oltre duecento ostaggi, tutta la gente del mio villaggio. Aveva eretto una barriera intorno ad esso, e non potevano andarsene, né poteva alcuno entrare dentro.
Poi, durante la Kouma Sensou, notai che la barriera si era talmente indebolita, in quanto tutte le sue energie erano concentrate nella guerra, che per me fu facile romperla, far fuggire tutta la popolazione, e poi squarciare il terreno, simulano un terrificante terremoto. Phibrizio pensò che un terremoto avesse ucciso tutti. Poco dopo, fui ferito. Sapevo di poter guarire, ma approfittai della… “messinscena”, e mi finsi ferito più gravemente di quanto non fossi in verità. Riuscii a far perdere le mie tracce, e, come ho già detto, mi rifugiai dalla parte opposta del continente. Credo che, a piedi, ci vogliano almeno otto o dieci anni, per arrivare fin laggiù. -
-E hai passato gli ultimi mille anni laggiù?-
-Si. Poi, alcuni mesi fa, ho sentito una presenza familiare… Phibrizio… cominciai a muovermi, cercando di eluderla… pensavo fosse qualche suo subordinato, giunto laggiù per caso, e che aveva notato la mia aura, e che mi stesse cercando. Scappando, sempre più freneticamente, arrivai qua… cioè, ai limiti del Deserto della Distruzione. Poi, quella… quella “presenza” apparve, e io riconobbi Phibrizio. Era lui, con quel sorriso sadico sul volto da bambino… quanto lo odiavo, quel ghigno! Cominciò a bombardarmi di sfere di energia, un po’ riuscii a schivarne, ma l’ultimo suo colpo, che distrusse tutto, intorno, lo presi in pieno. Penso che mi abbia sottovalutato, perché sicuramente voleva uccidermi…-
-E in effetti ci è quasi riuscito… se Garv non ti avesse trovato, non saresti sopravissuto a quelle ferite. -
-Ironico… Garv-sama che mi salva… lui e Phibrizio si sono sempre odiati…-
A Valgarv non sfuggì un particolare: Dessran chiamava Phibrizio senza alcun suffisso di rispetto, cosa che invece ogni normale sottoposto faceva, anzi, addirittura pronunciava quel nome come se fosse un insulto. Inoltre, era l’unico demone, a parte i sottoposti di Garv, a chiamare Garv col suffisso onorifico, Garv-sama. Al drago-mazoku ciò piacque. Molto.
-Tu ci hai raccontato della tua storia, e ora ti racconterò della mia: io mantengo i patti. - Valgarv si voltò, facendo qualche passo verso la finestra -Per una serie di motivi piuttosto lunghi da spiegare, Garv-sama, dopo la Kouma Sensou, fu rinchiuso in un essere umano dal re dei Draghi del Mare, e bollato come traditore dagli altri Dark Lords. Negli stessi anni, il mio popolo, i draghi ancestrali, veniva sterminato da un gruppo di draghi dorati, infuriati con noi, loro cugini, per non aver fornito loro un’arma che avrebbe si potuto far vincere nettamente loro la Kouma Sensou, ma che avrebbe anche potuto distruggere il mondo. - Valgarv fece una pausa. Si voltò verso il letto, poggiandosi al balcone -Io, inerme bambino di pochi anni, sopravvissi, protetto da mia madre. Vagai per più di un secolo, dimenticando i miei poteri, la mia vera forma, tutto, tranne l’odio e la rabbia. Un giorno, mi ero smarrito nel deserto, stavo per morire, ma non volevo, non senza essermi vendicato. Incontrai Garv. Lui mi prese con sé, mi dette poteri di demone, divenni il suo allievo prediletto. Quando Rashart fu ucciso da Phibrizio, dette a me l’incarico di general. Ma poi, circa quattro anni e mezzo fa, Phibrizio uccise a tradimento Garv, dopo avergli inimicato con l’inganno la maga Lina Inverse, una dei più potenti umani mai visti in circolazione. Fece cadere la colpa su di lei, e io, cieco di rabbia, cercai di ucciderla, anzi, di distruggere tutto il mondo, attirando in questo universo la Dark Star, il Maou di un’altra dimensione…-
Dessran era ammutolito. Ecco, allora, cos’erano stati, quattro anni prima, quegli sconvolgimenti magici che lui, pur autoesiliatosi in terre lontanissime e in cui la magia era sconosciuta, era riuscito a percepire!
-Val, non autoaccusarti. La Dark Star non venne solo perché tu hai tentato. Se gli abitanti dell’altra dimensione non avessero portato la lancia di luce, non sarebbe mai successo, lo sai. - disse Philia, portandosi a fianco di Valgarv, sfiorandogli in una carezza gentile il volto.
-Fu Philia, a farmi capire il mio sbaglio. Fu lei che mi insegnò che l’odio, l’odio verso l’intero mondo, non portava a nulla. Ma ormai, io ero deciso, e mi feci inghiottire dalla Dark Star. Da quel che mi è stato raccontato, con l’aiuto degli esseri dell’altra dimensione, quella Lina Inverse e i suoi amici, compresa Philia e un demone che… beh, noi lo definiamo “namagomi”, anche se forse tu lo conosci come Xelloss, la Dark Star fu distrutta. L-sama mi ha fatto rinascere, e Philia si è presa cura di me, difendendomi dai suoi stessi simili, quando non ero altro che un neonato indifeso. Pochi giorni fa, Garv è tornato in vita, per volontà di L.o.N., e mi ha ridato sembianze da adulto, e poteri di demone. -
Valgarv si voltò nuovamente verso la finestra, fingendo di essere impegnato ad osservare fuori. Non gli piaceva ricordare il passato… tutti gli errori che aveva commesso, le sciocchezze che, come adulto e come demone, erano indegne di lui… ma Dessran aveva raccontato loro la sua storia, per quanto doloroso potesse essere stato, e lui non poteva rimangiarsi la parola data, ed essere da meno.
-Perché Garv fu bollato come traditore?-
-Beh, ci sono molte ragioni. Primo, Phibrizio ce l’aveva con lui da diversi millenni prima che noi due nascessimo, per il fatto che entrambi ambivano ad essere il leader dei Dark Lords. Secondo, durante la Kouma Sensou, Garv tentò di monopolizzare il potere di Lei Magnus, l’unico pezzo di Shabranigdo finora trovato, e ciò non andò né su né giù a Phibrizio. Ma penso che, forse, avrebbero ancora potuto ragionare da persone civili… anche se io sono del parere che Phibrizio non sia mai stato civile…-
Sogghigno di Dessran e di Valgarv.
-Terzo ed ultimo motivo: il Re dei Draghi del Mare riuscì a ferire gravemente Garv, e a rinchiuderne l’essenza vitale in un essere umano. Dopo una trentina d’anni, si risvegliò, ma, al contrario degli altri Dark Lords, non voleva più distruggere la Terra. Gli bastava la situazione attuale, cioè guerre sparse, caos e distruzione di tanto in tanto, e soprattutto tenersi alla larga dai Re Draghi. Ma agli altri ciò non piacque, così, sotto le pressioni di Phibrizio, lo isolarono dalle loro file, cacciando lui e tutti i suoi subordinati come “traditori”. -
-Capisco. E ora? Voglio dire, Garv è tornato in vita, gli altri Dark Lords lo hanno accettato nuovamente?-
-Ancora non riesco a capirlo. Proprio ieri sera, la Greater Beast ci ha invitati a una cena, “in ricordo dei bei vecchi tempi”, ma non riusciamo a capire se vuole riportare Garv dalla parte loro, o se hanno accettato la sua decisione di tenersi lontano sia dalle forze del bene, sia da quelle del male. -
-Il fatto è che sta bollendo qualcosa di grosso in pentola, e gli altri Dark Lords vogliono avere dalla loro più forze possibili. - disse Garv, comparendo nella stanza -Ho ascoltato tutto dalla mente di Val. Spero non ti dispiaccia. -
Val scosse il capo. Sapeva che Garv ascoltava telepaticamente le sue conversazioni e i suoi pensieri di rado, pur essendo un suo diritto, in quanto suo Master, e in ogni caso, aveva avvertito la presenza di Garv nella sua mente già fin da prima che Dessran si svegliasse.
-Comunque, Dessran, il fatto che dietro quell’esplosione ci sia Phibrizio è una notizia da comunicare con cautela agli altri Dark Lords. Non so come potrebbero prenderla. -
-Potrebbero cercare di nuovo di farci la pelle, se pensano di avere le spalle coperte da Hellmaster…-
-Esatto, Valgarv. E io non ci tengo. Ora, Dessran, vorrei che mi dicessi qualcos’altro su ciò che hai visto, e se davvero era Phibrizio…-
-E no, questo ragazzo ha bisogno di riposo, non si è ancora ripreso dalle ferite, e la vostra presenza, con questo terzo grado, lo stanca e basta!- Philia s’intromise, autonominandosi infermiera -Ragion per cui, adesso voi due uscite, e lo lasciate riposare… su su su… fuori!- Spingendo per la schiena Garv e Valgarv, li aveva messi alla porta -Se hai bisogno di qualcosa, c’è un lesser demon qui fuori, chiedi a lui. Ora riposati. - socchiuse la porta -Signor Garv, Valgarv, parlerete con lui domattina!-
Valgarv e Garv erano troppo stupefatti dal comportamento della draghetta per replicare, così, in men che non si dica, si ritrovarono fuori, nel corridoio.
-Eh! Ha fegato, la ragazza!- commentò Garv, dopo qualche istante, constatando come una ragazzina di drago lo avesse impunemente messo alla porta.
-Ah, è abituata a trattare con i mazoku. Se pensi che prende abitualmente a mazzate Xelloss…- commentò Valgarv, poggiandosi alla porta.
-Eheh… una delle scene più belle della mia vita… vedere quel cretino preso a mazzate in faccia da un drago!- ridacchiò il dark lord. Poi tornò serio. -Vai a prendere Inverse e i suoi amici. Mi fido più di loro che dei miei… “fratelli”. Teletrasportati nella sala del trono. -
Valgarv portò la mano alla fronte, in un giocoso “sull’attenti”, poi scomparve. Un istante dopo, anche Garv era scomparso, per ricomparire un istante dopo nella sala del trono. Si sedette sul trono, passando la mano sulla punta della coda del drago scolpito, sulle scaglie lisce di marmo rosso istoriato di pietre dure in varie sfumature di rosso e arancione. L’intero dragone a tre teste che sovrastava il trono era una fedele riproduzione delle sue sembianze reali, dalla lunga coda ornata di corni d’avorio, alle tre teste dagli occhi di enormi smeraldi. Il suo colore era il rosso e l’arancione, sia nell’aspetto umano, sia nella sua forma demoniaca. Poggiando il mento sulla enorme mano, accavallando le gambe, rifletté amaramente su come era decaduta la stirpe dei mazoku, se un Dark Lord doveva fidarsi più di esseri umani, tra cui anche umani che usavano la magia bianca, che dei suoi stessi fratelli.

Palazzo reale di Saillune
Lina, Amelia, Zelgadiss e Gourry erano in uno dei salottini che si aprivano, con le loro alte finestra con balcone, sui giardini a ovest. Qualcuno aveva portato del the, ma si era raffreddato, dimenticato, su un tavolino. Otre ai quattro, un’altra persona era presente nel salottino, e camminava avanti e indietro, nervosa. I lunghi capelli viola, a caschetto, le scendevano sulle spalle, mentre con ampi passi percorreva il tappeto, avanti e indietro, riflettendo ad alta voce e gesticolando. No, non era Xelloss, era Luna Inverse. Il Cavaliere di Cephied era arrivata un paio di ore prima, cercando la sorella e i suoi amici.
-… e questo è tutto. Mi hanno chiesto di venirvi a riferire di questi fatti. Col fatto che sono l’unico contatto civile che i draghi hanno coi mazoku, mi fanno fare il fattorino per i messaggi altrui!- terminò Luna, fermandosi di botto in mezzo al salotto. Immediatamente, fece comparire nella sua mano l’Arc Dragon. Lina si alzò, agitata: se la sorella chiamava a sé quell’arma, c’erano cose poco piacevoli in vista.
-Ehi! Oh, calma!- esclamò Valgarv, trovandosi sotto al naso, all’arrivo del teletrasporto, l’arma del Cavaliere di Cephied. -Per favore, metta via quel coso, Cavaliere. Sono venuto senza intenzioni bellicose!-
Luna guardò un’attimo il nuovo arrivato, poi, riconoscendo Valgarv, abbassò l’Arc Dragon.
-Il mazoku che abbiamo trovato ieri sera nel cratere si è svegliato, e ha riferito cose alquanto interessanti… anche se non molto buone. Il capo vorrebbe vedere te e i tuoi amici, Lina. -
-Ti dispiace se vengo anch’io?- chiese Luna, con un tono che, più che una richiesta, era un ordine. Valgarv fece per rispondere con un secco no, ma la donna, intuendolo, scoccò un’occhiata di muto ordine alla sorella minore.
-Vero che può venire, Valgarv?- chiese Lina, con una gocciolina dietro la testa, nascosta alla vista del demone -Per carità, falla venire, o mi ammazza!- aggiunse poi a bassa voce.
-=__= Ti terrorizza così tanto?-
-Possiamo parlarne un’altra volta ^^;;;-
-Unph… e va bene, ma se il capo non la vuole in casa, dovrò riportarla qui immediatamente, Cavaliere. -
-Sta bene. Un attimo solo, vado a dire al mio “dragobus” che può tornare a casa senza di me. - Luna si affacciò al balcone -EHI! KÌMAAAAIIIII!!! VAI PURE, IO TORNO DA SOLAAAA!!!!- gridò, con un urlo da 10.000 decibel che raggiunse in pieno e investì il drago di mare in forma umana, che era seduto sul bordo della vasca, facendolo cadere in acqua per lo spostamento di onde sonore.
-… Va bene, Cavaliere; quando ha bisogno, chiami pure!- rispose quello, emergendo dalla vasca con una o due foglie di ninfea in testa e un ranocchio sulla spalla. Luna annuì e lo salutò con la mano, prima di rientrare e chiudere la finestra.
-Certo che tu sai come farti obbedire…- commentò Zelgadiss.
Luna sorrise, alzando un sopracciglio (anche se nessuno lo notò, nascosto com’era dalla folta frangetta… ma come fa a vederci, con una frangia del genere?) -Tutto sta a far capire chi comanda…- disse tranquillamente.
-Non garantisco di riuscire a trasportare così tante persone contemporaneamente. Faremo due viaggi. - disse Valgarv.
-Ehm… Lina, scusa, ma dov’è che dobbiamo andare? Io ancora non l’ho capito…- chiese Gourry.
-Te lo spiego dopo, Gourry. - disse spiccia Lina, mentre Valgarv includeva nel suo teletrasporto lei e lo spadaccino. Un istante dopo, i due erano nella sala del trono del Maryuu-ou Castle.

-Faccio due viaggi, capo. - disse rapido Valgarv a Garv, prima di teletrasportarsi di nuovo a Seillune, e portare al castello Luna, Zelgadiss e Amelia. Le due ragazze comparvero un po’ (molto) scombussolate, l’assorbimento di energia maligna non faceva loro particolarmente bene, specie a Luna.
-Lina vi ha parlato di quel che è accaduto l’altra sera?- chiese diretto Garv.
Amelia e Luna annuirono. Zelgadiss, a braccia incrociate, fece un cenno con la testa.
-La buona notizia è che il demone che abbiamo trovato nel cratere dell’esplosione si è svegliato e ci ha raccontato cosa è accaduto. La cattiva notizia è che ora sappiamo chi c’è dietro: Phibrizio. - continuò Valgarv.
Ad Amelia sfuggì uno squittio, interpretabile come un’espressione di terrorizzata sorpresa. Luna si rabbuiò non poco.
-La situazione si complica… dunque, giusto stamattina ho partecipato a una riunione coi Dragon Lords e gli altri Cavalieri. A quanto pare, ricollegando i fatti, direi che Phibrizio è stato posseduto, nel Mare del Chaos, da una parte di un’entità che, nel Mare del Chaos stesso, sta dando un bel po’ di gatte da pelare L.o.N.… Devo organizzare un consiglio tra i Dark Lords e i Dragon Lords in un territorio neutrale, e suppongo che si potrà discutere dell’argomento in abbondanza, in tale situazione. -
-Una… riunione dei Dark Lords e dei Re dei Draghi?!?!- esclamò Zelgadiss -Ma siamo sicuri che la situazione non degenererà?-
-Io mi limito ad eseguire gli ordini dei Dragon Lords. Sempre con la scusa che sono quella con rapporti più… “amichevoli” coi mazoku, mi hanno sbolognato questo compito. - replicò seccata Luna.
-Personalmente, non sono sicuro di voler partecipare a una riunione del genere…- disse Garv, accavallando le gambe.
-Andatelo a riferire ad Acqua, la Regina dei Draghi d’Acqua…-
-Ehi, ma non era morta? L’ho affrontata quattro anni fa, al tempio della Clear Bible!!!!-
-L.o.N. l’ha riportata in vita, così come ha fatto con voi. Non pensate che ci sia un motivo molto grave, che l’abbia spinta a fare ciò? Qui è ora di mettere da parte i rancori di fazione, se non vogliamo fare tutti una fine molto, molto sgradevole… - disse secca Luna, con un’espressione torva sul viso.
* gocciolone di Garv e di Valgarv*
“Adesso capisco perché Lina ha il terrore di sua sorella… sembrerebbe capace di affrontare anche il capo, a mani nude…” pensò il secondo.
-Ehm… Luna…- intervenne timidamente Amelia. Strano a dirsi, ma la chiacchierona principessa era piuttosto silenziosa, in quel frangente. L’atmosfera carica di energie maligne del Maryuu-ou Castle la metteva un po’ in soggezione -Se serve un territorio neutrale… e se non ci saranno scontri o litigi… distruttivi, credo di poter convincere mio padre a prestare il salone grande delle riunioni…-
-Amelia, sei un genio!!!!- esclamò Luna, che già elaborava mentalmente il metodo per convincere i demoni ad accettare la riunione in un posto consacrato alla magia bianca.
-Saillune? Ma è la capitale della magia bianca! E secondo lei, Cavaliere, sarebbe un “territorio neutrale”?!?!- tuonò Garv.
-Ma come, siete o non siete i Dark Lords? Le emanazioni di magia bianca di una città non dovrebbero fare né caldo né freddo a creature della vostra potenza maligna… ma forse vi ho sopravvalutati un pochino, se bastano quelle emanazioni a indebolirvi…- disse con nonchalance la ragazza, guardandosi le unghie.
-Quelle emanazioni a me non fanno un baffo! Per me va benissimo!!!!- ruggì Garv, alzandosi dal trono.
-Molto bene. Prima, però, occorrerà convincere il re Philionel, e poi anche gli altri tre Dark Lords. - continuò Luna tranquilla, guadagnandosi un’occhiata di ammirazione di Philia, che riconobbe che la ragazza umana trattava alla grande con i potenti Dark Lords.
-Valgarv, riportali a Saillune. Porta anche Philia. A convincere Zelas ci penso io. -
-Con permesso, penso che riuscirei meglio a farlo io… in fondo, siamo amiche, specialmente in questi tempi… perciò, se mi volesse dare un passaggio fino alla Wolf Pack Island…-
Incredibile! Luna era riuscita a usare come “taxi” non solo i draghi, ma anche un Dark Lord!
-Ehm… per quanto riguarda Dessran?- chiese Philia.
-Mmm… verrà con voi. Val, tienilo d’occhio tu. -
Valgarv annuì, poi andò a prendere l’altro demone.
-In effetti, avrei bisogno di un aiuto, per teletrasportare tutti fino a Saillune. Dessran potrà darmi una mano. -


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