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CAPITOLO NONO
Keep the decisions - una riunione davvero kasinara

Palazzo reale di Saillune, mattina presto
Philia aprì un occhio. Come si stava bene… al calduccio… comoda… poggiata su qualcosa di…
Aprì tutti e due gli occhi, e la prima cosa che vide fu il tessuto blu e verde acqua a quadratoni su cui poggiava la testa, e un torace che si abbassava e si alzava ritmicamente nel respiro calmo del sonno.
Si rizzò a sedere, arrossendo in una maniera spropositata; aveva dormito con la testa poggiata sulla spalla di Valgarv, e lui, nel sonno, le cingeva ancora la vita con un braccio.
La ragazza sentiva il cuore batterle a una velocità pazzesca, mentre scendeva giù dal letto e si precipitava in bagno a bagnarsi la faccia.
Quando fu davanti allo specchio, si fermò per un istante, guardandosi il volto.
Perché, poco prima, aveva avuto quella reazione? Perché era arrossita così? Solo perché aveva dormito nello stesso letto con Val? Era già successo molte volte, prima…
Ma prima, lui non era un ragazzo. Era un bambino. Un bambino col quale lei si comportava da madre…
Scosse la testa, confusa. Non poteva. Non doveva lasciare che quei sentimenti e quei desideri che lottavano al di sotto della sua soglia di coscienza prendessero il sopravvento. Non ne aveva il diritto, né come madre, né come vestale.
Tentando di schiarirsi le idee, si lavò la faccia con l’acqua fredda, strofinandosela poi vigorosamente, come a voler cancellare pensieri che non voleva in mente. Poi, lentamente, sciolse la treccia, spazzolando a lungo i capelli, finché anche il più piccolo nodo fu districato. Solo allora si sentì abbastanza calma da poter uscire.

Valgarv non capiva. Era sveglio, ma restava immobile, come ancora profondamente addormentato. Aveva sentito Philia svegliarsi, e poi, alzarsi di scatto, e precipitarsi in bagno. Perché? Non aveva mai fatto così… lo ricordava bene, perché anche se la ragazza era convinta di alzarsi per prima, lui era sempre sveglio, quando lei si destava. La mattina, appena sorgeva l’alba, si svegliava, con la precisione di un orologio. Solo, gli piaceva starsene a letto a poltrire un poco.
Quella mattina, quando s’era svegliato, si era accorto che Philia, nel sonno, era rotolata accanto a lui, anzi, quasi sopra di lui, poggiando la testa sulla sua spalla. A lui non era certo dispiaciuto, ed era tornato a pisolare, senza accorgersi del suo braccio ancora attorno alla vita della ragazza.
Ora, lei si era chiusa in bagno, e non accennava a voler uscire. Stiracchiandosi, Valgarv uscì dalle coperte, tornando nella sua camera e vestendosi, sempre domandandosi il perché dello strano comportamento di Philia.
Quando lei finalmente uscì, lui le sorrise, chiedendole di sbrigarsi a vestirsi, perché lui aveva fame, e non vedeva l’ora di scendere a fare colazione.
-Si… si, solo un minuto…- fu la risposta di Philia, mentre si chiudeva in camera e si cambiava.
Quando poi uscì, agguantò Valgarv, lo fece sedere sui una sedia, e gli pettinò i capelli, dato che il ragazzo si era, come sempre, dimenticato di pettinarseli, prima di infilarsi la fascia nera.

In un’altra stanza del palazzo reale di Saillune, intanto…
-Mmm… si… buono… ancora…-
-Ahi… via di qui… mostro… demone…-
Chi parlava nel sonno era una ben nota coppia: Lina e Gourry. Evidentemente, la prima sognava di abbuffarsi, viste le sue parole e il filo di saliva che scendeva dalla bocca, mentre il secondo pareva alle prese, nel mondo onirico, con un demone.
-Mmm…l’arrosto… mio! GNAM!- Lina, nel sogno, aveva addentato un sugoso arrosto di cinghiale, mentre nella realtà… il braccio di Gourry!!!!
-AAAHHHHRRRRGGGG!!!!!- fu l’urlo del poveretto, nel risvegliarsi con i denti della rossa nel braccio. L’urlo svegliò anche Lina.
-AAAHHHHHRRRGGGG!!!! GOURRY! MA CHE CACCHIO HAI DA URLARE COSI’ DI PRIMA MATTINA?!?!- sbraitò lei.
-Mi… mi hai morso ç__ç cattiva…- replicò lui, col braccio sinistro rosso e pulsante e i lacrimoni agli occhi.
-Eh? Oh… eheheh.. scusa… sognavo…- ridacchiò nervosa lei, nel notare il braccio di Gourry, e ricollegando il tutto.
-Sognavi di mordermi?- domandò lui.
-No, sognavo di mangiare! Andiamo a fare colazione!- esclamò Lina di rimando, fiondandosi giù dal letto, vestendosi in un lampo e precipitandosi al salone da pranzo, seguita da Gourry.
-Arrivo! Lasciamo qualcosa, Lina!-

-Ah, com’è fresca e piacevole, l’aria, stamattina!- sospirò Amelia, affacciata ad una finestra del corridoio, che dava su un giardino fiorito. La primavera era ormai arrivata da un po’, e l’aria era permeata dei profumi delle piante ornamentali fiorite a iosa nei giardini.
-Allora, pronta per la riunione di oggi?- le chiese una voce alle spalle. Amelia sobbalzò, voltandosi, per trovarsi di fronte a Luna.
-In che senso? Pensavo che fosse limitata ai Re dei Draghi, ai Cavaliei di Cephied e ai Dark Lords…-
-Beh, il vostro gruppo, tu, mia sorella Lina, Gourry, e Zelgadiss, avete salvato il pianeta un paio di volte, quindi è giusto che partecipiate anche voi. E poi, è pursempre casa tua. Senti, mi puoi indicare la strada per arrivare alla sala per la riunione? Tempo di essermi persa ^^;;;-
* gocciolone di Amelia *
-Ma… ma certo, seguimi…- le disse. Non poteva non accompagnarla… ma così, addio alla speranza che aveva di incontrare Zel da sola… sigh.

Il primo ad arrivare fu Garv. Per la precisione, arrivò con due ore di anticipo rispetto all’ora stabilita per l’inizio della riunione, fece un cenno a Valgarv, e subito sparirono entrambi. Erano momentaneamente andati nel piano astrale.
-Allora? Ha accettato?-
-Non ancora, ma glie l’ho proposto ieri sera. Ho detto che entro stamattina voglio la risposta. -
-Bene. Uno in più ci farebbe comodo. -
-Allora, vado a cercarlo. -
Era chiaro che si riferissero a Dessran. Valgarv tornò dal piano astrale a quello normale, comparendo accanto a Dessran. Il demone era seduto sul terrazzo della camera in cui aveva dormito, giocherellando distrattamente con un lungo bordone scuro.
-Allora?- chiese semplicemente Valgarv.
-Ci ho pensato. Accetto. - rispose, altrettanto semplicemente, Dessran.
-Nessun ripensamento?-
-Nessun ripensamento. Meglio con voi, che contro gli altri Dark Lords. - il mazoku dai capelli neri scese con un salto dal cornicione, restando in levitazione accanto all’altro demone.
-Seguimi. - gli disse Val, ed entrambi sparirono nel piano astrale.
Un istante dopo, tre figure si materializzarono a una cinquantina di chilometri da Saillune, in mezzo ad un bosco. Erano Garv, Valgarv e Dessran.
-A quanto vedo, hai accettato la mia proposta. -
-Si, Garv-sama. Come Valgarv mi ha fatto notare, è l’unico modo che ho per non farmi ammazzare da Dynast… e poi, la soddisfazione di servire colui che Phibrizio ha sempre detestato…-
-Già…chissà che faccia farebbe. - sogghignò Garv -Comunque, Phibrizio ha sempre puntato più sulla quantità, che sulla qualità dei subordinati, e se ne è fatti molti, ma poco potenti. Hai la potenza pari alla metà di un normale priest. Fortuna che ne ho ancora abbastanza, anche dopo aver ridato i poteri a Valgarv, per portarti a un livello normale. - constatò poi il Dark Lord. Impose una mano sulla testa di Dessran, passandogli dell’energia demoniaca. L.o.N. aveva stabilito una quantità di energia che ogni Dark Lords poteva usare per creare dei subordinati; poi era affar loro se la utilizzavano tutta per un unico individuo, come Zelas aveva fatto con Xelloss, o la disperdessero in quattro, come Phibrizio. Garv ne aveva usato circa tre quarti di quella che, rinato, aveva a disposizione, per mutare Valgarv, e quella che gli rimaneva era sufficiente giusto per portare Dessran al livello di un priest normale.
L’infusione di energia demoniaca non stremò Dessran, come era successo a Valgarv, in quanto era già un demone, anzi, lo rinvigorì. Giurò fedeltà a Garv, e poi tornarono tutti e tre al palazzo reale di Saillune, visto che l’ora dell’inizio della riunione si avvicinava.

A parte Garv, i primi ad arrivare furono i Re dei Draghi. Da bravo padrone di casa, Philionel venne ad accoglierli e a porgere loro omaggio, in quanto Dei del Bene.
Nel salone preparato per la riunione, c’erano già Lina, Luna, Gourry, Amelia e Zelgadiss.
Aqua salutò con calore Lina, che, dopo qualche istante, ricollegò il ricordo della simpatica vecchietta del Tempio di sabbia in cui era custodita la copia completa della Clear Bible con la giovane donna dai capelli molto mossi e blu, vestita di una morbida tunica azzurra senza maniche, alla greca.
-Lina Inverse! L’ultima volta non ci siamo quasi potute salutare, ma ho saputo che poi siete riusciti nel vostro intento, vero? ^^- aveva preso sottobraccio la maga, e chiacchierava tranquillamente, sotto lo sguardo allibito dei presenti, in particolare di Luna.
-Ehm… vostra Maestà… come conoscete mia sorella?-
-Oh, è venuta, quasi cinque anni fa, nel tempio dove era conservata una copia completa della Clear Bible, cioè della mia memoria, e l’ho conosciuta attraverso una proiezione della mia mente! -
In quel momento arrivò nel salone Philia, che evidentemente non si aspettava che i Re dei Draghi fosero già giunti, profondendosi in inchini e saluti formali, finché non arrivò, alle spalle della draghetta, un ben noto demone, che le disse, con un sorriso canzonatorio, che sembrava una bambina esagitata. Al che, è facile immaginare la reazione di Philia: momentaneamente dimentica della situazione, sfoderò la mazza, cogliendo di sorpresa tutti, Xelloss compreso, e mandandolo a stamparsi contro un muro. Quando poi si rese conto del gesto, per lei quasi istintivo, arrossì profondamente, mentre i Re dei Draghi facevano sforzi sovrumani per non scoppiare a ridere.
-Se tutte le tue vestali sono così, Phiros, alla prossima guerra manda loro, anziché i guerrieri!- esclamò il Re dei Draghi di Terra, con una gomitata nelle costole al Re dei Draghi di Fuoco, il quale alla fine aveva ceduto, ed era scoppiato a ridere, lasciandosi cadere su una sedia.
-Oh, Ul Copt, sei tale e quale a tuoi padre!- esclamò, dopo essersi calmato e ricomposto un poco.
-Maestà, scusate questo gesto sconsiderato, che avrebbe potuto compromettere i rapporti con-
-Naaa, è stato troppo divertente! E poi, mi hanno riferito che non è la prima volta… - fece lui, agitando una mano, ancora scosso dai singulti della ridarella di poco prima.
-Siamo in ritardo per qualcosa?- Garv s’era teletrasportato nella sala per la riunione, assieme a Dessran e a Valgarv.
-Le solite cose: Xelloss che stuzzica Philia, e Philia che spiaccica Xelloss. - rispose Lina, aiutando la sorella a staccare dal muro il demone, sulla cui faccia c’era il calco della mazza chiodata di Philia.
-Le solite cose. Chi manca?- fece Valgarv.
-Gli altri Dark Lords e gli altri sei Cavalieri di Cephied. - rispose Amelia.
-Buongiorno! Non siamo in ritardo, vero?- alcune persone levitavano fuori della finestra. Luna riconobbe gli altri sei Cavalieri di Cephied, che furono fatti entrare e accomodare. I Re dei Draghi si erano già accomodati in quattro sedie vicine, attorno all’immenso tavolo tondo che troneggiava al centro della sala; stessa cosa aveva fatto Garv, con, alla sua destra, Valgarv, e alla sua sinistra Dessran. Val teneva un posto libero accanto a sé per Philia, e oltre quello c’erano quelli per Lina e gli altri. Dei Cavalieri di Cephied, alcuni si sedettero subito, altri poggiarono il mantello, per indicare il posto occupato.
Garv pareva incurante delle occhiatacce che Aqua, di tanto in tanto, gli lanciava, e se ne stava tranquillo tranquillo, seduto, ad osservare divertito il battibecco tra Xelloss e Philia, la quale sosteneva di non volere il demone più vicino di quattro metri, pena un’altra mazzata gigante. Visto che il Re dei Draghi di Fuoco, massimo superiore della ragazza, aveva preso la faccenda sul ridere, lei si sentiva autorizzata, grazie anche alla presenza di Valgarv, a ordinare al namagomi di girarle alla larga. Il quale, naturalmente, faceva l’esatto contrario, giusto per farla arrabbiare, finché una voce non gli disse seccamente -Adesso basta giocare, Xelloss. -
Era Zelas, appena arrivata; salutò con un cenno del capo i presenti, andandosi poi a sedere, accavallando le lunghe e sensuali gambe, sulla sedia vicino a Luna, che doveva fungere da “cuscinetto” tra le forze del bene e quelle del male (“Compito ingrato!” pensiero di Luna). Obbediente al capo, Xelloss smise di tormentare Philia, anche se di tanto in tanto le passava vicino, conversando con Luna o con Lina, per il puro gusto di farla innervosire.
-C’è da dire che Xelloss se le va a cercare…- commentò a bassa voce la Regina dei Draghi d’Aria al Re dei Draghi di Fuoco.
-Si; sapevo che i demoni sono sadici, ma non sapevo fossero anche così masochisti…- fu la risposta di lui.
Alla fine, arrivò anche Dynast, con Shella, e si sedette, algido, su una sedia poco distante da quella di Zelas; li dividevano i posti dei rispettivi subordinati, Xelloss e Shella. La general pareva soddisfatta della disposizione dei posti, mentre il Tricker Priest avrebbe tanto voluto obiettare. Ma poi pensò che Dynast poteva decidere di alterare l’ordine Zelas-Xelloss-Shella-Dynast con quello Xelloss-Zelas-Dynast-Shella, e se c’era qualcosa che avrebbe infastidito Xelloss di più dell’avere Shella vicino, era il vedere Dynast vicino a Zelas; così tacque.
-Bene, direi che ci siamo tutti…- disse Zelas.
-Scusa, e Dolphin?- chiese Garv.
-Non credo che verrà… già è stata dura farla venire al party, figuriamoci se viene a una riunione con anche i Dragon Lords…- rispose acida Zelas.
-Ti sbagli, nee-chan!!!- trillò una voce argentina alle sue spalle. Zelas si voltò, e quale non fu la sua sorpresa nel vedere Dolphin. E che Dolphin! Era sorridente, allegra, addirittura appagata, con un’espressione e un tono di voce che non usava più da mille anni. E proprio come mille anni prima, indossava una specie di costume da bagno coperto di scaglie di pesce lucide, intero, tutto ornato di veli e perle. I capelli azzurri erano raccolti in due code alte, e scendevano fino oltre la vita, intrecciati di perline e conchiglie. Pareva proprio tornata quella di un millennio prima.
Ma la sorpresa maggiore era chi le stava dietro. Poseidon. Esattamente come mille anni prima, con il vestito aderente in foggia di lucide scaglie azzurre e argentate, gli stivali alti a mezza coscia, e i capelli biondi che scendevano sciolti sulle spalle e sul mantello.
* SDONK *
Rumore delle mascelle di dei e demoni, cadute a terra fragorosamente, mentre gli occhi di tutti diventavano a palla.
-P…Poseidon? Ma non era stecchito?- osò dire alla fine Xelloss.
-Ti sarebbe piaciuto, pretastro!- fece di risposta Poseidon, scostando una sedia per fare accomodare Dolphin -Dess? Ma… tu non eri morto?-
-Io? No, affatto, ho solo tagliato la corda. Tu, piuttosto, mi avevano detto che i draghi ti avevano ridotto a carne da trito!-
Evidentemente, i due priest si conoscevano.
Poseidon strizzò l’occhio -L-sama mi ha rispedito qui come regalino al capo. -
-Dice davvero, Dolphin?- Zelas era sconvolta: perché Lord Of Nightmares stava riportando in vita così tanta gente? Non che le dispiacesse, un demone in più in vita, ma la situazione doveva essere molto grave, se nel giro di una settimana la Creatrice di tutto riportava in vita un sovrano dei draghi, un Dark Lords, e un priest.
-Bene, se ci siamo tutti, cominciamo questa riunione! - esclamò Luna, battendo le mani sul tavolo, troncando la conversazione.

Amelia si chiuse la porta alle spalle, posando una mano sulla fronte. Il mal di testa non le dava requie, malgrado le ripetute castazioni di incantesimi curativi. I Dragon Lords e i Dark Lords erano stati così educati da limitare gli scontri al piano verbale, ma erano sufficienti a farle scoppiare la testa. Zelgadiss era già sgattaiolato via una mezz’oretta prima; Lina, così come la sorella Luna, teneva testa benissimo agli eminenti personaggi, mentre Gourry s’era beatamente addormentato.
-Tieni. Ti aiuterà a distendere i nervi. -
Qualcuno le aveva messo sotto il naso una fumante tazza di the d’erbe. Amelia alzò lo sguardo, e vide che si trattava di Zelgadiss. Arrossì, ma era felicissima: non capitava molto spesso che il ragazzo fosse premuroso, con lei o con chiunque altro.
-Grazie…-
-Stanno ancora discutendo?-
-Si. A quanto pare, messi insieme i pezzi del puzzle, ora tocca decidere come distruggere il nemico. I demoni sostengono che tocca ai draghi, in quanto è in parte esso stesso un demone, e i draghi, capitanati dalla regina dei Draghi del Mare, sostengono che occorre lavorare tutti assieme. Solo Dolphin è d’accordo coi draghi, per quanto possa sembrare strano. -
-Ragazzi, lì dentro è l’inferno!- Dessran si era teletrasportato fuori, poggiando teatralmente una mano sulla fronte -Come faccia Inverse a tener testa sia ai Dragon Lords che ai Dark Lords, è per me un mistero. -
-Ti riferisci a Lina o a Luna?- chiese Amelia.
-Beh, a tutte e due. La signorina Luna ha osato dire in faccia a Dynast che è un codardo… ho avuto l’impressione che l’aria gelasse improvvisamente… quando poi Garv-sama ha rincarato la dose, passando all’opinione dei Draghi secondo la quale si deve collaborare, e ha detto a Dynast che se aveva paura poteva tornare alla sua ghiacciaia…a quel punto, ho pensato che forse era meglio levare momentaneamente le tende. -
-Ti stai perdendo un bello spettacolo, Dess: Dynast che si fa mettere sotto da Garv-sama e Dolphin-sama. Tra loro, il Cavaliere Inverse e Lina Inverse, glie ne stanno dicendo di tutti i colori. - anche Poseidon era uscito dalla sala.
-Naaa, io in quella gabbia di matti non ci torno, se non mi chiama il capo. -
-Spiegami un po’ cos’è questa novità: io ero convinto che tu lavorassi per Phibrizio, e ora ti trovo a fare da priest a Garv. Come mai, questo cambio di frontiera? E dove sono i suoi vecchi priest e general? Quello nuovo non lo conosco.-
-Una domanda per volta. Poco prima che tu morissi, io mi sono finto morto, ho tagliato la corda e me ne sono andato dall’altra parte del continente. Sai quanto detestassi Phibrizio. Lui è stato scagliato nel mare del Chaos da L.o.N., quattro anni fa, per aver cercato di distruggere il pianeta in un modo da lei non approvato, disobbedendole. A quanto pare, è tornato qui, posseduto dall’entità a noi nemica, che vuole distruggere tutti i piani di esistenza…-
-Si, questo l’avevo capito dai discorsi, lì dentro. - Poseidon indicò la sala, da cui fuoriuscivano di tanto in tanto strilli e strepiti -Ma perché ora sei sottoposto a Garv? E i suoi vecchi subordinati?-
-Uccisi da Phibrizio. Valgarv, il general attuale, è per metà drago Ancestrale. L’ultimo esistente. L’entità-Phibrizio ha cercato di uccidermi, poco tempo fa. Garv mi ha salvato sia dalle ferite mortali, sia dalle intenzioni… “poco simpatiche”… di Dynast. Ora sono diventato il suo priest. Se no, Dynast mi avrebbe ucciso senza pensarci due volte. -
-Così, hai abbassato il tuo vessillo di indipendenza. - s’intromise Zelgadiss. Il giorno prima, il demone chi aveva detto che aveva sempre fatto dell’indipendenza il suo stile di vita e il suo simbolo.
-Occorre scegliere tra una breve vita passata a fuggire, con la prospettiva di una morte orrenda e dolorosa, Dynast sa essere molto più malvagio di Xelloss, o una lunga vita al servizio di qualcuno che, tutto sommato, è tra i migliori capi che posso trovare. - disse semplicemente Dessran -Tu, piuttosto, Poseidon, davvero L-sama ti ha riportato in vita?-
-Si. Dolphin-sama non voleva più saperne del destino dell’Universo, così, visto che servivano tutte le forze disponibili, L-sama, per convincerla, le ha “regalato” il sottoscritto, che… - Poseidon s’interruppe. Una voce nella sua testa. Dolphin lo chiamava.
-Scusate, il capo mi vuole. - scomparve, teletrasportandosi all’interno del salone.
-Beh, non mi sembra tanto cattivo. Forse noi siamo stati così sfortunati da beccare subito il subordinato più bastardo di tutti. - disse Amelia.
-Forse… ma ricorda, Amelia: più sembrano buoni e innocenti, più sono cattivi. - le rispose piano Zelgadiss, perché Dessran non lo sentisse. Ma Dess era pursempre un demone, e quindi i suoi sensi non erano quelli di un semplice essere umano.
-Zelgadiss ha ragione, principessa. La maggior parte dei demoni tende ad essere amichevole, con gli alleati… ma con i nemici… ho visto la collera e la malvagità di Poseidon… e vi garantisco che preferisco mille volte averlo come amico che come nemico. Immagino sia la stessa cosa per Xelloss.
Oh, scusate, il capo chiama. - Dess sparì dal corridoio, per ricomparire sulla sua sedia.
-Sai, Amelia, penso abbia ragione. Ti ricordi, cosa ci raccontò Milgatia, di Xelloss e della Kouma Sensou?-
Amelia annuì -Sterminò migliaia di draghi. Si; è meglio averli come alleati, che come nemici. -

All’una, Lina impose a gran voce una pausa. In effetti, se i demoni e gli Dei Draghi non avvertivano lo stimolo della fame, gli umani e gli elfi presenti la avvertivano molto chiaramente, gli stomaci brontolanti, ma nessuno osava proporre una pausa. Alla fine, la rossa, dopo l’ennesimo brontolio dello stomaco, con in controcanto quello di Gourry, sbatté le mani sul tavolo, esclamando -Signori! Qui ora si fa pausa: SI PRANZAAAA!!!!-
Al che, tre dei Re dei Draghi e due dei Dark Lords, Dynast e Dolphin, la guardarono per traverso, mentre i Cavalieri di Cephied si trattennero appena dall’esclamare “evviva!”. Così, visto che una cameriera aveva anche avvertito Amelia, ancora rifugiata nel corridoio, che il pranzo era servito, il tavolo fu sgomberato di carte, mappe e protocolli, per essere imbandito di primi, secondi, contorni e compagnia bella.
Così, tutti poterono ammirare il (deprimente) spettacolo del pasto di Lina Inverse…

NARR: Oddio… non è che mi ha sentito? No… fiuuu… per fortuna è troppo impegnata con l’arrosto di tacchino… O__O Ma l’ha inghiottito intero! …Il pasto della belva…

Dato l’allettante profumino, al palazzo reale di Saillune lavoravano alcuni tra i cuochi più bravi della Penisola dei Demoni, anche i Dark Lords e i Re dei Draghi si lasciarono tentare, favorendo poi molto abbondantemente, finché delle pantagrueliche portate non furono rimasti che piatti vuoti.
Quando anche i piatti del dessert, spazzolati, furono portati via, fu servito caffè e scacciacaffè, e la riunione potè riprendere. A stomaco pieno, si sa, si ragiona meglio, e alla fine si riuscì ad elaborare un piano, sulla base anche delle informazioni fornite dalla Regina dei Draghi d’Acqua e da Dolphin, quelle che, a conti fatti, ne sapevano di più.
Con un foglio in mano e una penna nell’altra, Zelgadiss aveva appuntato alcune cose, e si stava preparando ad esporre la strategia finale.
-Bene, ricapitoliamo le informazioni in nostro possesso:
A) Nel Mare del Chaos, L.o.N. sta avendo a che fare con un’entità di sua pari potenza. È quindi escluso che Lina possa utilizzare incantesimi che traggano origine dal Suo potere.
B) Parte di quell’entità è riuscita a impadronirsi di Phibrizio, nel Mare del Chaos, e ad arrivare in questa dimensione, e vuole distruggere questa e le altre dimensioni.
C) In base a quanto riferito da Dolphin per conto di L-sama, questa entità-Phibrizio è in grado di usare i poteri di Phibrizio, come dimostra l’attacco a Dessran, ma in modo incostante, forse proprio perché non è in sintonia con la magia di questo mondo.
D) Dobbiamo trovare il sistema per distruggerlo, ma la cosa, temo, richiederà tempo.
Ora il problema è questo: come procurarci questo tempo?-
Zel si sedette, indicando che aveva finito di relazionare il sunto di tutto quello che si era detto nella mattinata e in metà del pomeriggio.
Uno dei Cavalieri di Cephied, Benjamin, alzò la mano, indicando che voleva parlare. Visto che nessun altro alzava la mano, si alzò e cominciò a parlare -Questa entità-Phibrizio, visto che ha cercato di uccidere il suo vecchio subordinato, verso cui probabilmente porta rancore… è supponibile che abbia pensieri e ricordi di Phibrizio stesso… o quantomeno una parte. -
-Diciamo tutti. La sua mania di distruggere tutto subito…- disse Zelas, accendendosi una sigaretta con una fiammella azzurra, mentre Xelloss le faceva comparire un posacenere di cristallo intagliato.
-Allora, probabilmente cercherà di attaccare anche altre persone verso le quali prova rancore. Tutto sta a capire chi sono i soggetti più probabili, e attirarlo in un giro dell’oca, mentre gli altri cercano con calma il metodo migliore per debellarlo. - si risedette, mentre una serie di mormorii indicavano che i presenti commentavano tra loro l’idea.
-Il problema è solo questo: capire CHI è un probabile bersaglio. - disse Phiros, passandosi una mano tra i capelli color fiamma, che gli ricadevano sulla fronte.
-Non ci vuole un’intelligenza superiore per capirlo: in cima alla lista, noi quattro, - esordì Lina, alzandosi in piedi -visto che lo abbiamo già ucciso una volta. Non escluderei poi Garv, visto che non ci sono mai stati buoni rapporti tra loro, e senza dubbio anche Dess, tenuto conto che ha già provato a farlo secco, e non dimentichiamo Xelloss. Probabilmente, nella sua lista, dopo ci sono i Re dei Draghi e i Cavalieri di Cephied; non esito ad aggiungere, infine, gli altri Dark Lords, probabilmente colpevoli, ai suoi occhi, di non averlo abbastanza sostenuto in passato, anche se forse sono i bersagli meno probabili. -
-Quindi voi asserite che siamo tutti nelle sue mire, Inverse?- chiese il Re dei Draghi di Terra, congiungendo le dita delle mani a campanile, davanti al volto.
-Chi più, chi meno, direi di sì. -
-Scusa, Lina, perché secondo te io sarei così in alto, nella lista di Hellmaster delle persone da eliminare?-
chiese seccato Xel.
-Oh, è semplice: tu, per un certo periodo, gli sei stato “prestato” come subordinato, correggimi se sbaglio, e il fatto che, malgrado la tua opera, lui sia stato eliminato non contribuisce certo a far salire la sua stima nei tuoi confronti. Conoscendo il suo carattere infantile e permaloso, dovresti comprendere abbastanza bene, no?- replicò Lina tranquilla, come se spiegasse una cosa ovvia ad un bambino stupido.

XEL: Senti, narratrice, se ce l’hai con me, dillo chiaramente!
NARR: Naaa… era solo per fare capire a tutti chiaramente il tono di voce di Lina… sai com’è fatta, no?
XEL: Già…
Xel se ne torna nella ff
NARR: La verità è che non è proprio in cima alla lista dei miei preferiti… ora il fan club di Xel mi lincerà… ma so che c’è chi è solidale con me, quindi io resisto!

-Allora, a far da esche per trascinarlo in un giro a vuoto, mi sembra ovvio andrete voi, Inverse, con i vostri compagni, Gourry Gabriev, Zelgadiss Greywords e Amelia Will Tesla Saillune. Aggiungerei anche Xelloss e Dessran, visto che li ponete piuttosto in alto nella lista dei probabili bersagli. - disse Dynast, attirandosi le occhiate sorprese di molti dei presenti, in quanto dall’ora di pranzo, al quale tra l’altro non aveva partecipato, non aveva aperto bocca.
“Ma allora mi vuole proprio morto”, fu il primo pensiero di Xelloss. Non era mistero che Dynast e Xelloss si detestassero, più o meno cordialmente (molto poco cordialmente…)…
-Non sono sufficienti per difendersi efficacemente da Hellmaster, se dovesse attaccarli!- protestò la Regina dei draghi d’Acqua -Serve qualcun altro!-
-Ha ragione, senza gli incantesimi di Lina che traggono il potere da L.o.N., non sono in grado di affrontare un Dark Lord, anche uno coi poteri che vanno e vengono. - aggiunse Garv. Non gli andava proprio di rimetterci il suo nuovo subordinato.
-Vero. Ci vogliono rinforzi. Io mi offro volontario. - disse tranquillamente Valgarv. Ventitre paia di occhi lo fissarono come se fosse impazzito.
-Beh? Che vi prende? Chi non risica non rosica, e poi non mi sembra carino mandare allo sbaraglio quelli che, probabilmente, saranno di nuovo i salvatori di questa dimensione. -
-Oh, Val, tu si che sei un bravo ragazzo ©_©! - Philia aveva abbracciato Val, in super-deformed per l’imbarazzo.
Una volta liberatosi dell’imbarazzante abbraccio, si risedette.
-Giusto! E poi, in più sopravviviamo, più possibilità abbiamo di vincere!- esclamò il re dei Draghi di Fuoco -C’è qualcun altro che si offre volontario?-
-Io, vostra Maestà!- alzò la mano Philia -Non posso certo lasciare solo Val con le cattive influenze di certe persone…- aggiunse poi, sottovoce, lanciando un’occhiata malevola a Xelloss, che sorrise come un deficiente.
* gocciolone di Zelas, Dynast e Shella *
-Mi unisco al gruppo anche io: tre demoni e un solo drago non mi sembra equilibrato. - disse tranquilla Luna.
Lina impallidì visibilmente.
-S… sicura, sorellina? Sarà un viaggio duro… lungo e pericoloso… non ti è mai piaciuto viaggiare a piedi…-
-Stai tentando di dire che non mi vuoi tra i piedi, Luna-chan?- attorno a Luna c’era una crescente aura rossa. Phiros si rifugiò dietro la sedia, mentre i Cavalieri si ficcarono sotto il tavolo.
-Nonononono sorellina!^^¿¿¿ Non fraintendere, io mi stavo preoccupando per te… - la rossa era visibilmente terrorizzata, e si addossava nervosamente a Gourry, come a trovare nel marito una seppur esigua protezione dall’ira della sorella -Ti prego, sorellina, non ti arrabbiare…- disse con vocina sottile sottile…
Tutti i presenti guardavano allibiti la scena: la grande Lina Inverse terrorizzata dalla sorella maggiore… colei che poteva usare i poteri di L.o.N. ridotta a una cosina tremante davanti al Cavaliere di Cephied…
-Diciamo che ti credo, Lina-chan…- l’aura di Luna si ridusse e, con un sospiro di sollievo, Phiros tornò a sedere sulla sedia, e gli altri Cavalieri emersero da sotto il tavolo.
-Fifone…- disse piano il Re dei Draghi di Terra a Phiros.
-No, previdente. Hai mai visto l’ira di Luna Inverse? L’ultima volta, ha distrutto l’ala di un palazzo, solo perché le hanno dato della “sguattera”… non biasimo Lina, né gli altri Cavalieri, per avere il terrore di quella ragazza…- replicò, altrettanto piano, il Dio Drago.
-…-

Alla fine, dopo un altro pantagruelico pasto…

LINA: -Così mi piaci, narratrice! Cibo cibo cibo e ancora cibo!-
NARR: -Lina, non dico cosa penso della tua ultima frase, perché sono una ragazza educata…-

…dicevo, dopo un altro pantagruelico pasto, fu definito il piano dei dettagli (in pratica, fu deciso all’unanimità che il suddetto gruppo avrebbe attirato nel giro dell’oca Phibrizio), i Dark Lords e i Dragon Lords si congedarono, con enorme sollievo di tutti quanti, in particolare di Amelia, che aveva avuto il terrore, nelle ultime ore, che i secondi le facessero saltare la casa in un attacco d’ira, e i primi le disintegrassero il regno, in uno scatto di furia…

-Allora, dopodomani si parte…- Zelgadiss s’era poggiato con la schiena al muro, accanto alla finestra. Amelia, affacciata alla finestra, guardava la sottile falce di luna.
-Si… Tu non sei contento? ^^-
-Contento?! Amelia, stiamo andando a fare da esca da squalo per il peggiore dei Dark Lords… non ti ricordi cosa è stato affrontarlo?- Zel s’era voltato di scatto verso la principessa, sconvolto. Come poteva essere contenta di andare a cacciarsi nelle fauci del pericolo?
-Veramente, io sono contenta perché viaggeremo di nuovo insieme #^_^#. -
Zelgadiss arrossì profondamente, poi bonficchiò qualcosa sul bagaglio che doveva andare ancora a preparare, e se la dette a gambe.
In un angolo, invisibile, qualcuno sorrise silenziosamente “Ragazzi, quei due sono meglio di un romanzo rosa! Mi domando quando Zelgadiss avrà il coraggio di dichiararsi… oppure lo farà prima la principessa?- Dessran sorrise ancora, teletrasportandosi poi al Maryuu-ou castle.
-Allora, cosa facevi ancora al palazzo di Saillune?- Valgarv era nel corridoio dove s’era teletrasportato Dessran -Hai schermato il teletrasporto?-
-Lo faccio in automatico da mille anni. Ero andato a chiedere in prestito questo. - mostrò al “collega” un volume.
-Umm… “magia shamanica avanzata”… non sapevo t’interessasse…-
-Alcuni incantesimi sono più forti di quelli che posso castare col mio potere. E poi, mi piace. -
-Quando l’hai finito, vieni da me, ho dei tomi che potrebbero interessarti. -
-Non sapevo usassi la magia shamanica. -
-Diciamo che mi informo sia su essa, sia su quella bianca. Per sapere sempre che incantesimo stanno per lanciarmi contro. -
-Più ti conosco, Valgarv, più ti ammiro. -
-Non si sopravvive mille anni all’ira di Phibrizio e company senza studiare a fondo. -
Sorrisero entrambi.
-La draghetta dove l’hai lasciata?- chiese Dessran.
-Philia-chan è voluta rimanere a Saillune. Io ho fame, vieni a mangiare qualcosa?-
*gocciolone di Dess*
-Fame? Ma… ma abbiamo cenato due ore fa! E poi, i demoni non hanno bisogni di mangiare!-
-Io sono ancora mezzo drago ^^ E poi mi piace mangiare! ^^ Dai, vieni!- lo prese per un braccio, trascinandolo nelle cucine, e facendosi preparare dai lesser demons una pila di bistecche al sangue.
-Profumiiinooo… Val, hai di nuovo svaligiato la cucina?- Garv era comparso nella grande cucina, afferrando una sedia, un piatto, e infilzando con una sola forchettata quattro bistecche dal piatto di portata.
-Ftino pria i andae a gorgmire- (trad: spuntino prima di andare a dormire) rispose il ragazzo, ficcandosi una bistecca in bocca, tutta intera.
* gocciolone di Dess *

 

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