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L'ANTEFATTO
A unexpected return - Il ritorno di Garv Chaos Dragon

Caldo.
Qualcosa di caldo sul… volto?
Morbido…
Qualcosa di soffice sotto di sé…
Cos’era?
Lentamente, aprì gli occhi, che rimasero per un attimo abbagliati dalla luce del sole.
Il sole… quanto tempo era passato, dall’ultima volta che l’aveva visto?
Non lo sapeva. Nel Mare del Caos, tempo e spazio erano cose molto relative; non c’era luce, né calore paragonabili a quelli del sole…
Chi era?
Ah, si, era Garv. Garv Chaos Dragon, detto anche Maryuu-ou, Dark Lord, ucciso da Phibrizio a tradimento… quanto tempo prima? Non lo sapeva.
Tutto quello che sapeva, era che Lord Of Nightmare lo aveva afferrato nel grande Mare del Caos dove navigava tranquillamente, dimentico della sua vita, di se stesso, di tutto, l’aveva fornito di un corpo identico al precedente, poteri anche maggiori, della sua potente spada, e l’aveva rispedito sulla Terra. Era logico: era una pedina molto divertente, per L.o.N., che aveva tosto deciso di rimetterla in gioco.
Sospirò.
Anche se potevano essere passati molti secoli, qualche Dark Lord oltre a lui doveva essere ancora in giro.
E anche Valgarv, doveva essere ancora in circolazione. Era troppo forte per lasciarsi sopraffare da demoni minori, e abbastanza furbo per girare alla larga dai Dark Lord.
Garv tese il suo “orecchio interiore”, cercando di percepire la familiare aura del suo allievo prediletto, ma inutilmente. Non sentiva più quell’aura, quella vibrazione simile alla sua che il drago ancestrale-mazoku aveva.
Chissà quanto tempo era passato…
Si lasciò ricadere sull’erba morbida, nel prato assolato in cui si era svegliato. Lasciò che il sole gli scaldasse la pelle abbronzata, godendosi quel semplice piacere dei sensi, rendendosi conto di come, seppur inconsciamente, avesse sentito la mancanza dei sensi, nel Mare del Caos.
D’improvviso, sbarrò gli occhi. In lontananza, un’aura familiare.
Un’aura piccola, forse di un bambino, ma con qualcosa di familiare…
Si alzò, e scomparve.
Ricomparve due metri più in là…
*gocciolone*
‘Mi sa che devo allenarmi un pochino…’, pensò, costatando di aver perso gran parte della sua abilità nel teletrasportarsi. Sospirò, e si alzò in levitazione, dirigendosi verso la familiare aura.

Ok, se siete riusciti ad arrivare fin qui, siete coraggiosi. Se riuscite anche ad arrivare alla fine del primo capitolo, siete coraggiosi come Lina Inverse, e se riuscite a leggere tutta la storia, allora siete nominati ufficialmente Avventurieri Senza paura!



 

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