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TRENTADUESIMO CAPITOLO
Arrivano i nostri!


Il Sandman sentì improvvisamente la presenza di un avversario…non si trattava di percezione dell’energia negativa…era solo l’istinto che un guerriero come lui aveva maturato in secoli d’addestramento.
Xenia sentì il flusso del Caothic Disentegration svanire proprio mentre cominciava a perdere la sua materialità e la sua esistenza eterea, * chi mi capisce è bravo oppure imbroglia…* il demone crollò a terra immobile.
Il Sandman si teletrasportò sentendo il pericolo e riapparve a terra qualche metro più in la.
Quando vide la figura che osava sfidarlo, e che aveva rovinato il suo incantesimo non riuscì a trattenere uno sbuffo compiaciuto.
- E così anche lei mi vuole combattere? - Chiese.
- Fintanto che lei oserà esser cagione di pene per la mia donzella, giuro sul ferro ch’io porto che sarò l’ultimo volto che vedrete in vita vostra. - Rispose con voce inflessibile e terribilmente possente Bryan Stormbringer.

Xellos si sporse dalla sedia di Zelas a guardare il cavaliere che fronteggiava il Sandman. Era una variabile molto interessante.
Zelas vedendo l’interesse del demone, avvicinò la sfera di qualche passo.
- Capo…guarda che almeno la vista mi è rimasta buona…
Un gocciolone comparve sul capo di Zelas mentre allontanava nuovamente la sfera.

Il cavaliere dell’ordine della tempesta di Zeeferia, sciolse i legacci del suo mantello, che volò libero nella brezza della giornata stravolta dagli eventi. Spostò la testa a sinistra e poi a destra, facendo scrocchiare le vertebre del collo. I suoi occhi non mollarono per un istante quelli del Sandman che attendeva anch’esso impassibile.
Lina e Gourry che intanto erano stati guariti da Philia guardarono i due con rinnovata speranza.
Lina dopo lo sforzo impiegato per distruggere Duriel non era ancora in grado di utilizzare la Laguna Blade, mentre Gourry da solo non era abbastanza pericoloso, dato che nemmeno la sua spada ora come ora era all’altezza della situazione.
Bryan portò la sua mano guantata d’acciaio all’elsa lunghissima della lastra di ferro che portava con se.
Per un attimo il tempo rallentò, la desolazione e la distruzione che avevano immerso tutto nel loro lago grigio di squallore, facevano da contorno a quello che sarebbe stato uno scontro epico.
Quando il cavaliere serrò la presa, un rumore metallico risuonò nella landa desolata, forte e nitido come il rumore di una serratura che scatta in piena notte. I suoi occhi brillarono quando la spada descrisse un immenso arco nel cielo, baluginando della luce accecante del sole.
Stormbringer portò la seconda mano sull’impugnatura, fermando la spada a mezz’aria come niente fosse. La polvere venne spazzata dallo spostamento d’aria lasciando l’ombra della sua spada nel terriccio creato dal Dragon Slave.
Il Sandman portò la lancia davanti alla sua faccia, per poi eseguire delle evoluzioni con l’arma, era il saluto di un guerriero ad un altro guerriero.
Bryan Stormbringer, portò dietro di se l’arma, sbilanciando il resto del corpo dall’altra parte per rimanere in piedi. Con leggerezza innaturale, la spostò prima davanti alla sua faccia, poi con un leggero inchino si portò in posizione di guardia, con lo spadone enorme spostato a sinistra ed il suo corpo a destra.
- In guardia fellone! - Urlò.
Il Sandman portò dietro di se l’arma facendo scorrere avanti il piede destro e indietreggiando il sinistro abbassandosi.

- Uffa che so’ ‘sti preliminari? Vogliamo le botte! - Sbraitò Zelas sul suo trono. - Xellos! - Urlò poi.
- Arrivo capo! - Xellos emerse dal corridoio avvolto nell’ombra, con il grembiule rosa con un pulcino con sopra scritto Piyo, sorreggendo l’enorme massa di una insalatiera piena di pop corn ancora caldi e ben salati.
La sistemò su un comò che fece comparire distrattamente fra il trono e la sfera, poi materializzò una bottiglia di vino rosso di Zeeferia, il preferito di Zelas…
* Xellos* lo so che con i pop corn è uno spreco ma il capo beve solo le cose di un certo livello
* Scrittore * vai così Xel che stai facendo un ottimo lavoro! Ah cameriere ! Ho una mosca nella minestra!
* Xellos * -_-‘
Zelas arraffò vorace una manata di pop corn e se li gettò in bocca con il nervosismo tipico dei tifosi prima delle grandi partite.
- Avanti cominciate! Che ora abbiamo pure i pop corn! - Continuava a sgolarsi Zelas.
- Capo…non credo possano sentirti…- la rassicurò Xellos.
- Chissenefrega cominciateeee!
Sul capo di Xellos comparve un gocciolone…ma appena lei lo guardò lui lo fece sparire.

Un urlo, come il rombo di un vulcano che erutta partì da Bryan Stormbringer, lo splendente cavaliere del radioso ordine della tempesta di Zeeferia si lanciò all’attacco correndo verso il Sandman con la sua enorme spada. La corsa dell’imponente guerriero spostò l’aria come una carica di una mandria di bufali. La terra tremò impaurita sotto i pesanti passi che lasciavano orme profonde qualche centimetro; la lastra di ferro fungeva da bilanciamento e si spostava ora a destra ora a sinistra accompagnando la carica. Quando furono abbastanza vicini entrambi spiccarono un salto volando alti in cielo.
Il Sandman strinse la presa sullo zambatoh; quando Bryan Stormbringer fu alla sua altezza, oscurò il sole come una imponente montagna, con l’immensa spada alzata, a proiettare un fiume di ombra sul cratere sottostante, come una meridiana.
La lancia sferzò vero l’alto, la spada calcò con indescrivibile potenza verso il basso. Il lamento dell’aria che veniva tagliata dalle armi fu il solo rumore nel vuoto, mentre i due nemici si fronteggiavano in uno scontro frontale di violenza inaudita.

Gourry fissò i due che si preparavano allo scontro, poi deglutì quando fissò Bryan Stormbringer caricare con la forza di un rinoceronte, la spada che rifletteva i raggi del sole lo accecò per un istante, ma non riuscì a distogliere lo sguardo dalla battaglia, affascinato dal confronto fra due abili guerrieri come qualunque altro combattente sarebbe stato.
Philia e Lina trattennero il respiro quando i due saltarono in aria, lievi ma potenti, la terra ancora rombava per i passi del gigante, quando i due furono alla stessa altezza, a diversi metri da terra, vicini, pronti a sferrare l’attacco decisivo. Un duello in un solo colpo, un colpo che valeva una guerra, una guerra da risolvere in un duello. Le nuvole che avevano ricominciato timide a correre nel cielo sopra il cratere del Dragon Slave, ondeggiarono allo sprigionarsi dell’energia del Sandman mentre si giocava il tutto per tutto nel suo fendente.
I due si sovrapposero al sole ed i quattro spettatori vennero abbagliati. Un fascio di luce aveva squarciato i loro occhi, e non erano riusciti a vedere l’impatto.
Appena Gourry riuscì a vedere di nuovo qualcosa, poté solo guardare i due che riatterravano in posizione speculare, dopo lo scontro.
Chi aveva vinto?



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